giovedì 30 novembre 2017

TARI GONFIATA E RIMBORSI: LA SITUAZIONE ATTUALE

Come capire se è stata pagata una tassa sui rifiuti più alta del dovuto? Come ottenere il rimborso?
Innanzitutto, bisogna armarsi di tanta pazienza.
Già, perché se il Ministero dell’Economia e delle Finanze prometteva di fare chiarezza sulla questione, in realtà la circolare pubblicata lo scorso 20 novembre non sembra aver dissipato tutte le incertezze dei contribuenti; viceversa, il caso Tari è ancora nel caos totale.
Una cosa è certa: stando alla circolare del Mef si può chiedere il rimborso dal 2014. Ma come?
IL CASO TARI
Partiamo dall’inizio. La questione prende spunto dalla risposta all’interrogazione in Commissione n. 5-10764 dell’On. le L’Abbate, nella quale è stato chiesto se la quota variabile della tariffa debba essere calcolata una sola volta anche nel caso in cui la superficie dell’utenza domestica comprenda quella delle pertinenze dell’abitazione. Pare, infatti, che molti Comuni, grandi e piccoli, abbiano sbagliato ad applicare la quota variabile della Tari, poiché talvolta è stata computata la quota variabile sia in relazione all’abitazione che alle pertinenze, determinando, così, una tassa più elevata rispetto a quella che risulterebbe computando una sola volta la quota variabile rispetto alla superficie totale dell’utenza. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze conferma l’errore. Secondo la circolare pubblicata il 20 novembre u.s. è, infatti, "corretto computare la quota variabile una sola volta in relazione alla superficie totale dell'utenza domestica”. Si è, in tal modo, aperta la strada ai rimborsi in favore dei cittadini che hanno versato somme in eccesso a titolo di tassa sui rifiuti.
L’ERRORE
Come prima cosa occorre controllare l’avviso di pagamento inviato dal Comune e verificare, in caso di pertinenze, che la quota variabile applicata risulti pari a zero euro. Solo attraverso questo controllo si potrà capire se sia stato sbagliato il calcolo e, quindi, se la tariffa sia stata gonfiata. Di solito nell’avviso di pagamento sono indicate, espressamente, sia la parte fissa sia la parte variabile della tassa: la parte variabile della Tari, in particolare, deve essere applicata una sola volta sulla superficie totale dell’utenza domestica, comprese le pertinenze (ad es. garage, cantine, soffitte, posti auto, mansarde ecc.), tenuto conto del numero dei familiari. Lo precisa il Mef nella circolare del 20 novembre u.s.: "Un diverso modus operandi da parte dei comuni non troverebbe alcun supporto normativo, dal momento che condurrebbe a sommare tante volte la quota variabile quante sono le pertinenze, moltiplicando immotivatamente il numero degli occupanti dell'utenza domestica e facendo lievitare conseguentemente l'importo della Tari". Potrebbe, però, addirittura anche accadere che la parte variabile non sia affatto specificata nell’avviso di pagamento. Insomma, rilevare le inesattezze potrebbe non essere semplice. I contribuenti più fortunati, potrebbero essere agevolati dalle dichiarazioni di alcuni Comuni che hanno ammesso l’errore; ma solo in pochi l’hanno già fatto. In ogni caso, la KONSUMER ITALIA, come associazione a tutela dei consumatori, fornisce tutta l’assistenza necessaria per scoprire le inesattezze nel calcolo della tariffa.
LA DOMANDA
Supponiamo, ora, che dopo aver verificato attentamente la propria posizione negli avvisi di pagamento, il contribuente abbia con certezza rilevato l’errore nel calcolo della tariffa. Cosa fare, dunque? Ebbene, in tal caso bisogna presentare un’ istanza di rimborso delle somme versate in eccesso al Comune, se gestisce la tassa direttamente, o al Concessionario del Servizio, che si è occupato di riscuotere la Tari. Come chiarito anche dal Mef nella circolare del 20 novembre u.s. “ l’istanza, che non richiede particolari formalità, deve però contenere tutti i dati necessari a identificare il contribuente, l’importo versato e quello di cui si chiede il rimborso nonché i dati identificativi della pertinenza che è stata computata erroneamente nel calcolo della TARI”. Ma attenzione: il rimborso delle somme versate e non dovute deve essere richiesto entro il termine di 5 anni a decorrere dal giorno del versamento, a norma dell’art. 1, comma 164, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. L’istanza, inoltre, va inviata con raccomandata con ricevuta di ritorno o con una mail di posta elettronica certificata (Pec), allegando gli avvisi di pagamento della Tari contestata. Il Comune dovrebbe provvedere al rimborso entro 180 giorni dalla presentazione dell’istanza. Se l’Ente dovesse negare espressamente il rimborso, il contribuente ha solo 60 giorni per presentare il ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale; ma se l’Ente, addirittura proprio non risponde entro il termine di 90 giorni dalla presentazione dell’istanza, non rimane altra strada, se non quella di fare ricorso per far valere le proprie ragioni. 
Occhio, però, alle istanze immotivate e ai ricorsi fai da te; sì, perché, per non correre il rischio di rimetterci di tasca propria, sempre meglio chiedere il parere e l’assistenza di un esperto.
LA POSSIBILE BEFFA PER I CONTRIBUENTI
Nel caos innescato dal calcolo errato della Tari, oltre al danno, si profila anche la beffa per i contribuenti. Infatti, i contribuenti che hanno provveduto a saldare la tassa a seguito di un accertamento (anche in sede di rottamazione) difficilmente riusciranno ad ottenere il rimborso delle somme versate in eccesso, poiché il decorso del termine di 60 giorni dalla notifica cristallizza la pretesa impositiva. Ma vi è di più! La beffa è, in realtà, dietro l’angolo anche per i tutti i contribuenti che hanno pagato correttamente. Bisogna, infatti, considerare che, in base al Decreto Ronchi (D.lgs. 22/97) i Comuni determinano un piano di costi per lo smaltimento dei rifiuti, proporzionando la tassa sui contribuenti in modo tale da coprire interamente quel costo. Ebbene, in caso di rimborso, in favore dei contribuenti tartassati, della tariffa versata in eccesso il Comune avrà sempre quel determinato costo del servizio, ma qualcosa in meno in termini di incassi. Ne consegue, quindi, il rischio che i costi del mancato incasso vengano spalmati su tutti i contribuenti.
Per informazioni e approfondimenti: 392/0529258 -  campania@konsumer.it


Responsabile per la difesa dei contribuenti di Konsumer Campania
Avv. Stefania Palmariello

venerdì 3 aprile 2015

Avanti Konsumer! Verso il Primo Congresso di Konsumer Italia

 

Ma sempre guardando indietro, sempre facendo tesoro delle esperienze passate e delle scelte operate. Avanti è l’imperativo al quale nessuna organizzazione che voglia crescere e lasciare un segno del proprio passaggio possa fare a meno. Avanti, perché è una parola semplice dal significato infinito; avanti perché è Konsumer e nasce su fondamenta universali che non limitano nulla: partecipazione, appartenenza, democrazia, rispetto, non serve neanche pensarci, perché avanti comprende tutto e tutti senza paure del passato e remore nel futuro, avanti nel segno che il presente stesso è avanti secondo dopo secondo che viviamo. E Avanti è l’appuntamento che tutti noi ci apprestiamo a superare per continuare ad andare avanti: il Congresso.
Il momento di massima partecipazione dell’organizzazione che non si dà appuntamento per rifarsi il belletto, ma che attribuisce a questo momento il lieve trascorrere del superamento del presente, sapendo che nulla sarà diverso domani. Perché? Perché siamo nati sotto il deciso fondamento dell’essere persone prima ancora che appartenenti all’organizzazione, dell’essere persone prima ancora che rappresentanti, dell’essere persone che si riconoscono tra pari e senza i confini di genere, di religione, di colore, di pensiero od ideologia, nella convinzione che il rispetto per se stessi sia pari al rispetto del vicino, che i propri doveri siano i doveri dell’altro.
Quindi a che serve un congresso se il congresso stesso non rappresenta il superamento di qualcosa? Ed è proprio questo che dovrebbe renderci orgogliosi di essere Konsumer, tutti ingranaggi di uno stesso meccanismo che nell’avanti vede il superamento di se stesso rimanendo se stesso; un percorso verso una maggiore consapevolezza di ruolo e di valorizzazione di tutto ciò che c’è intorno, dove non c’è avversario o nemico, c’è comprensione delle esigenze altrui, consapevolezza delle proprie, ed una grande volontà di sinergia di crescita che permetta avvicinamenti impensabili nella responsabilità dell’essere guida, a volte, e nella responsabilità della comunione di intenti in altre occasioni. Responsabilità consapevole, che abbiamo imparato ad usare nel rapportarci con altre realtà avanti, responsabilità consapevole che abbiamo voluto subire da chi non ha voluto rapportarsi con noi, responsabilità consapevole che oggi ci permette di ringraziare chi, al contrario, guarda indietro e su Konsumer ha voluto “consapevolmente” giocare il gioco della delegittimazione, che tanto in alto ed all’attenzione ci ha portato, ancor di più che per nostra capacità.
Ecco, a quest’ultimi mi sento di dire grazie, grazie, grazie… chi saremmo oggi senza loro? Una sigla tra tante che annaspano per emergere. Invece no, grazie, grazie, grazie: basta giocare nei motori di ricerca per accorgersi che Konsumer, soprattutto grazie a chi illogicamente delegittima, sale sempre più nei primi posti d’attenzione. E’ anche un modo per confermare il magico significato di avanti, quando dietro c’è la consapevolezza di aver contribuito a portare avanti chi oggi può solo confrontarsi con la grandezza del passato e non riesce a dare prova della grandezza del presente. Ma noi guardiamo avanti per stare avanti, perché non abbiamo da superare, non abbiamo un indietro, abbiamo le nostre grandi o piccole esperienze e un sole all’orizzonte che ci indica che la strada da seguire è sempre e comunque avanti.
Buon congresso Konsumer, buon congresso agli amici di Konsumer, parte di noi ed avanti con noi.
Fabrizio Premuti
Presidente di Konsumer Italia

sabato 17 gennaio 2015

I primi della classe, gli ultimi e gli unici

In questi giorni, forse per una “casuale” maggiore visibilità di Konsumer, qualcuno mi ha fatto notare che stranamente stiamo facendo “comunella” con associazioni poco vicine agli interessi sociali, “troppo professionalizzate”, vicine al nulla, insomma stiamo mettendoci sulla cattiva strada. Ma lo scopo di questo editoriale è come sempre fare un approfondimento su ciò che ci riguarda ed è intorno a noi, quindi condivido con voi anche questo.
Non escludo che la maggiore visibilità di Konsumer sia data anche dall’essere vicina ad altre associazioni, essere vicini è un’indicazione che francamente mi inorgoglisce, è il contrario di essere lontani, e già, a mio modo di vedere, è un bel successo. Ma è anche l’affermazione di quel nuovo modo di intendere il consumerismo, diversamente dal passato in cui ad una mano tesa per dare aiuto, o per riceverlo, si rispondeva con la classica spinta indietro.
È il modello di rete che cresce e rende più forti ed intensi gli scambi di informazione e sinergie, che abbatte gli egoismi, che rifiuta i primi ed unici attori, che unisce e rende più forte l’intero movimento consumeristico e non la singola sigla. L’essere vicini è il modello in cui le diverse professionalità si fondono e possono meglio comprendere la società ed i suoi cambiamenti, oppure, rendersi argine delle derive corporative, dei soprusi e delle vessazioni con mano ferma e decisa.
Konsumer non è nata e non ha mai inteso la sua mission quale ventesima ruota del carro, ha una sua identità molto forte e decisa, al contempo è consapevole che i risultati si ottengono con maggiore facilità solo quando si agisce ed interagisce con altri. Per questo sono ben felice di riaffermare convintamente che la federazione con ACU, da cui è anche nata IConsumatori, è stato il primo vero passo di una rivoluzione consumeristica, a cui segue il rinnovato impegno comune in alcuni settori con il Movimento Difesa del Cittadino ed il costante contatto e scambio di informazioni ed azioni con Codacons e con Codici (chiedetelo all’Acea se non è così, oppure ad Equitalia).  
E sono certo che altre associazioni indipendenti si avvicineranno ed inizieranno ad interagire con tutti noi. Questo non vuol  dire perdita di identità, ma è il rafforzamento che dalle diverse identità permette azioni comuni ad esclusivo vantaggio dei consumatori e senza che alcuno pretenda di essere mai il primo della classe.
Fabrizio Premuti
Presidente di Konsumer Italia

sabato 15 novembre 2014

Il caso: associazione consumatori ed associazione dei consumatori


Sembra solo un giro, o gioco, di parole; eppure fa tanta differenza. La mission è la tutela dei diritti dei consumatori (questa è comune ad entrambe), la sostanza sta nel riconoscere il consumatore come protagonista o come semplice “cliente”, se non addirittura nell’appiccicare ad un nome un numero. Per le Istituzioni l’importante è che di nomi associati a numeri ce ne siano a sufficienza per assolvere il concetto di rappresentatività. Per alcune Associazioni è invece fondamentale che sia sanata la violazione di un diritto sperimentata dal consumatore sulla propria pelle. Ad altre organizzazioni, poi, interessa principalmente dare risonanza al loro nome piuttosto che tutelare il consumatore. Chi avrà mai ragione? Nell’Italia ostaggio delle apparenze, dei favoritismi, di interessi assolutamente mal celati è scandaloso che viga ancora un ruolo di premiership legato ai “tyrannosaurus rex del tesseramento” (partiti o sindacati poco importa), figli di un retaggio atavico che porta alla prevalenza del numero sui contenuti. Ebbene il dover partire da zero, quasi zero,  grazie alla nutrita presenza del corpo delle professionalità prima presenti nel mio stesso passato, mi ha portato a riconsiderare due valori su tutto. Il primo è appunto la professionalità: senza non si va lontano.  Il secondo è la capacità di raggiungere le persone, considerandole persone e non numeri. Certo, ne soffrono i numeri,  probabilmente quelli necessari per essere riconosciuti dalla legge come rappresentativi: Konsumer ne è l’esempio. Non avendo molti mezzi, e godendo di poca visibilità, ci dobbiamo “accontentare” di aver risolto il caso del consumatore, che grazie al passaparola è arrivato fino a noi. E questo non solo ci accontenta, ma ci gratifica.
Certo per le attuali istituzioni diventeremo rappresentativi quando il passaparola sarà così forte da poterci mettere in relazione a tanti casi quanti sono i numeri richiesti, ma non ce ne facciamo un cruccio, anzi, per noi è un vanto. Noi alla collettività non costiamo un centesimo, ma le nostre poche migliaia di tessere sono tante quanti i casi risolti e sottratti al contenzioso. Ma per quanto ancora le istituzioni continueranno a dar credito ai numeri e non ai fatti? Alla luce dei nuovi rapporti, scevri da pregressi rancori, dico: viva quelle associazioni inesistenti, grazie a cui esistiamo anche noi; viva quelle associazioni professionalizzate, grazie a cui il diritto è diritto e non mediazione obbligatoria spesso al ribasso. Grazie a Help Consumatori, al Salvagente, a Tv 2000, a Radio 24, a Di martedì, a Mi manda Rai Tre, a Ballarò, a tutti i media che ogni volta hanno aiutato non noi, ma i Consumatori a far emergere una criticità collettiva che altrimenti sarebbe rimasta nell’oblio della prepotenza. Allora care istituzioni, per quanto ancora dovremo attendere uno Stato dei Fatti e dei Diritti chinando il capo ad uno Stato dei Privilegi? CNCU chi sei tu?

Fabrizio Premuti - Presidente nazionale Konsumer Italia
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lunedì 10 novembre 2014

Rc Auto, la tecnologia per una polizza più giusta.

Intervento di Vincenzo Ferrante ( Konsumer Italia ) al Convegno sulla Rc Auto ( Tariffa Italia ) tenutosi il 9 Novembre 2014 a Sant'Antimo ( Na ), presso la Sala Consiliare del Comune.

In questo momento molti di voi, grazie ad uno smartphone, possono condividere le immagini di questo incontro, registrare un video, oppure, se dovessi usare un termine a voi sconosciuto, attraverso una semplice ricerca su google, potrete comprenderne il significato, oppure darmi dell'ignorante, sui vari social network.
Del resto molti di voi sono venuti a conoscenza di questo incontro, attraverso la rete, raggiungendo questa sala grazie ad un navigatore...insomma, viviamo in un mondo in cui la tecnologia ci aiuta a fare cose impensabili fino a qualche tempo fa.
Poi esiste un piccolo mondo antico: immobile, impolverato, fermo a tanti anni fa. Il mondo della Rc Auto.
Oggi per concedere un prestito, ti chiedono il codice fiscale, lo inseriscono in un programma, click, ed in pochi secondi decidono se concedervelo o meno.
Oggi per calcolare la vostra polizza, vi chiedono il vostro C.a.p. di residenza e decretano la vostra condanna!
Nel resto del mondo funzionano i data base, la tecnologia la rete...nel piccolo mondo antico della Rc auto italiana no!
Eppure basterebbe sfruttare la tecnologia...
L'anagrafe dei testimoni...
Il database antifrode...
L'attestato di rischio elettronico...
Quante volte si é detto che si stava per partire, ma poi nulla è mai partito.
Resiste il C.a.p. al quale appendere gli automobilisti, un pallottoliere e la tariffa è pronta!
Eppure non vi è da inventare nulla, non occorrono nuovi Steve Jobs: gli strumenti e le tecnologie esistono!
Il problema è che questo piccolo mondo antico sta bene a molti.
È come lo schiaffo del soldato, in cui c'è la vittima che riceve schiaffi da tutti: c'è chi campa sulle inefficienze del sistema per guadagnare sui risarcimenti e chi continua a fare utili, caricando i premi.
Il piccolo mondo antico danneggia solo i cittadini perbene, messi lì a prendere schiaffi da tutti quelli che in questo settore hanno da guadagnarci.
Il parametro residenziale, il famoso cappio, è ormai giunto al capolinea. È un metodo di personalizzazione del premio che è fallito.
Il danno è sotto gli occhi di tutti: premi sballati e milioni di non assicurati.
Una settimana fa il presidente dell'Antitrust, prima, è quello dell'Ania, dopo, hanno sostanzialmente detto la stessa cosa: per far seconde le tariffe occorre incrementare l'utilizzo delle scatole nere, quindi sfruttare la telematica satellitare.
Bene, bravi, complimenti. 
Ma hanno dimenticato un piccolo particolare: questi strumenti già oggi potrebbero consentire di neutralizzare il parametro residenziale...e, pure essendo il mercato italiano all'avanguardia nella diffusione di tali apparati, non ne sfruttiamo l'enorme opportunità che già oggi possono offrirci.
Oggi la scatola nera non è sfruttata a pieno.
Un approccio da piccolo mondo antico, come al solito: qualche compagnia la usa per contare i chilometri e dare degli sconti, altre per evitare le frodi, oppure per l'assistenza ( importantissima ) in caso di incidente.
Eppure questi strumenti, già oggi, sono in grado di dirci tutto sul nostro stile di guida, oltre il numero di chilometri, conta quando li fai, dove li fai è come li fai.
Quante ore stai sul veicolo, di giorno di notte, in che tipo di strade.
Come guidi, a che velocità vai.
Da questi apparecchi vengono fuori dei dati molto più utili e più giusti, rispetto alla condanna preventiva al C.a.p. della residenza.
Aprirsi alla tecnologia che già c'è ( poiché non vi è nulla da inventare ) potrebbe essere la soluzione al deficit di personalizzazione che oggi c'è nel calcolo della tariffa Rc auto.
Ovviamente non trascurando ciò che già oggi tali strumenti consentono in termini di sicurezza stradale, con la localizzazione automatica in caso di incidente, contro le frodi e nella cristallizzazione di un sinistro e quanto incidono sul comportamento di chi le monta.
Il piccolo mondo antico della Rc auto, in cui si affrontano i gonfia sinistri e le compagnie, dove però le botte le prende solo il cittadino onesto, saprà modernizzarsi? Noi spingiamo affinché ciò possa accadere.

venerdì 19 settembre 2014

giovedì 11 settembre 2014

L’occhio elettronico che multa? Una ricetta vecchia

Servono confisca del mezzo per i truffatori e più polizia in strada

Dopo diversi tentativi dei Governi precedenti andati a vuoto, anche il Governo Renzi ripropone la stessa ricetta. Manca solo il voto favorevole del Parlamento (ma sembra una formalità, dato che ipartiti sono già daccordo)lemendamento che consentiràallocchio elettronico di scovare chi non è in regola diventerà realtà. A partire dalla prossima Legge di Stabilità, o in sede di conversione del decreto Sblocca ItaliaInfatti, quando un veicolo passerà sotto uno dei 600 Telepass della rete autostradale, o sotto uno dei 320 Tutor, ma anche attraverso il varco di una Ztl cittadina, il suo numero di targa finirà al Cnai (il Centro nazionale accertamento delle infrazioni) che è in funzione già da 3 anni, e attualmente gestisce le segnalazioni per eccessi di velocità inviate dagli autoveloxGrazie al collegamento con la banca dati della Motorizzazione, adesso il calcolatore sarà in grado di incrociare le banche dati e, attraverso la semplice identificazione della targa, potràverificare la regolarità di ogni singolo aspetto del veicolo:assicurazione a norma, revisione aggiornata, esistenza o meno di sequestri o fermi giudiziari; fino ad individuare chi va contromano, chi guida di notte a fari spenti o rotti, chi circola in motorino senza casco. Se il Parlamento approverà, al Grande Fratello basteràscattare una fotografia per testimoniare la violazione del Codice della Strada e stilare in automatico un verbale di multa da recapitareil giorno seguente a casa del trasgressore. Konsumer Italia contesta il sistema sanzionatorio così come è concepito. Ad esempio, a qualcuno dei 4 milioni di italiani senza assicurazione potrebbe venire in mente di rischiare gli 841 euro di sanzione minima, piuttosto che pagare una polizza più alta della multa (che è ridotta a un quarto, quando lassicurazione del veicolo viene resa operante nei 15 giorni successivi al termine previsto, oppure se lautomobilista entro 30 giorni dalla contestazione della violazione provvede alla demolizione del mezzo). Inoltre il sequestro del veicolo non è un deterrente sufficiente, in particolare per chi preferisce girare con auto da rottamare e comprate a due soldi, senza curarsi dellassicurazione né tantomeno della sanzione (che non pagherà).Per evitare che le spese del deposito giudiziario che fa seguito al sequestro siano accollate alla collettivitàKonsumer Italia ribadisce che in casi del genere la confisca deve essere a titolo definitivo. Nel caso in cui il veicolo abbia ancora un valore commerciale, questo potrebbe essere messo allasta permettendo allo Stato di recuperare denari. Altrimenti dovrà essere rottamato, generando un guadagno sia dal punto di vista ambientale (togliendo di mezzo veicoli altamente inquinanti) che della sicurezza: maggiori risorse di poliziapotranno essere impiegate sulle strade per la difesa del territorio e del cittadino onesto. Perché il vero deterrente contro le truffe e i comportamenti delinquenziali è la presenza delle divise in giro per le strade, non il Grande Fratello.

sabato 6 settembre 2014

Sei assicurato? Paghi e non lo sai! Sondaggio online

“Sei assicurato?” Paghi e non lo sai!
Konsumer Italia lancia un sondaggio online per far luce sulle polizze “occulte inserite nei contratti a insaputa dei consumatori

15 milioni di cittadini che acquistano una polizza assicurativararamente lo sanno. Oltre 1.600 tipologie contrattuali incluse in beni e servizi che compriamo; solo per poco più di 900 sihanno numeri sulle sottoscrizioni. Sono polizze collettive correlate all’assicurazione del prodotto principale: conti correnti bancari, carte di creditoforniture di gas e luce, auto emoto acquistate (nuove o usate che siano), casa, pacchetto viaggi, e via così per quastutti i settori merceologici.Nascoste tra le righe di contratti poco chiari e sottoscritteautomaticamente da consumatori ignari di poterne usufruire in caso di bisogno, richiedono un esplicito recesso del contratto per potersi svincolare dalle singole garanzieL’indagine diIVASS - Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni descrivecosti aggiuntivi su beni e servizi da 4 a 100 e più euro annui,per avere tutele sconosciute su rami assicurativi particolarmente vantaggiosi per i collocatori; intermediari di cuispesso non si conosce nemmeno l’iscrizione al RUI (Registro Unico degli Intermediari assicurativi e riassicurativi).Konsumer Italia, in collaborazione con My Opinion e grazie ai canali di diffusione di Rete d’Italia, ha appena lanciato un sondaggio per chiedere direttamente agli Italiani se siano al corrente della copertura assicurativa pagata all’interno del prezzo di prodotti e servizi acquistati. Nel rispetto della trasparenza e dei diritti dei consumatoriabbiamo chiesto ad IVASS di verificarne l’andamento, dopo aver contribuito nella fase di test e stesura dei questionari.
Il sondaggio (disponibile suwww.myopinionapp.it/mobile/defaulttest.aspx?cod=kons), realizzato da My Opinion, è stato studiato e basato sull’interattività: ad ogni cittadino sarà recapitata una mail di ritorno in cui sarà informato, in base al tema, sul proprio posizionamento rispetto alle medie fino ad allora maturate. Un modo semplice, veloce ed accessibile a tutti per acquisire consapevolezza del nostro ruolo di consumatori, e per difenderci da pratiche commerciali scorrette.

martedì 29 luglio 2014

Università e Ricerca, fuori i Baroni dalle Università

Inaccettabile che ancora si possano ipotizzare avanzamenti per “Grazia Ricevuta” Fabrizio Premuti, Presidente di Konsumer Italia “Le Università Italiane devono essere gioielli di trasparenza e meritocrazia” Il 23 Luglio è stato recapitato un plico alla sede Nazionale di Konsumer Italia. Nel plico una relazione e decine di pagine di documenti che sembrerebbero evidenziare gravi irregolarità nella gestione della proceduta di abilitazione scientifica nazionale relativa al concorso per Professore Associato e/o Ordinario per il settore scientifico disciplinare “diritto privato 12 A1” Un peso ed una macchia grigia enorme sull’Università sia come Istituzione sia come officina di insegnamento ed evoluzione dei giovani universitari che ad essa si rivolgono. “L’università deve essere un modello di trasparenza e meritocrazia” afferma Fabrizio Premuti Presidente di Konsumer Italia, “non si può tollerare anche solo il sospetto che i giochi possano essere falsati, il Ministero dovrà far piena luce su quanto contenuto nella documentazione che abbiamo consegnato ed indirizzata al Ministro Giannini, altresì il contenuto potrebbe avere rilevanza penale e per questo oggi abbiamo consegnato un esposto denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma.” Konsumer Italia pretende piena luce sulla regolarità delle procedure adottate, aspetta una risposta dal Ministero che continuerà ad incalzare fino ad un chiaro pronunciamento, così come seguiremo le indagini che saranno poste in essere dalla procura, chiedendo sin da ora, nel caso fosse dimostrata una irregolarità, l’annullamento del concorso indicato. I cittadini Italiani, gli studenti universitari ed i candidati tutti ai posti di Professori Associati meritano la più ampia trasparenza sulle procedure che devono portare all’affermazione di una meritocrazia dell’essere e non ad essere subordinati a favori e conoscenze.

lunedì 14 luglio 2014

ORIA posizione comune ACB/AIBA/ANAPA/SNA/UEA/UNAPASS

Le obiezioni di principio sulla norma primaria:
- il modello disegnato dalla norma primaria (art. 13 DL 95/20012 convertito nella l. 135/2012) prevede l'istituzione di un organismo di diritto privato con competenze pubblicistiche deputato alla vigilanza sugli intermediari assicurativi sotto il controllo di IVASS che svolgerà l'attività regolamentare.
Il modello ci pone molti dubbi e critiche sulla sua efficienza poiché è un modello che non ha eguali in Europa (le autorità sui comportamenti si occupano di scrivere le regole e vigilarle per tutti gli operatori di settore, vale a dire compagnie e intermediari). In Italia la strada degli organismi di microvigilanza è stata già seguita ma non esiste prova concreta sulla loro reale efficienza: per i promotori finanziari APF non ha per il momento poteri di vigilanza ma solo di tenuta dell'albo e per gli intermediari creditizi OAM dopo 4 anni non ha ancora avviato una concreta attività di vigilanza, con ciò lasciando il comparto privo di un vero presidio di controllo.
Peraltro, in considerazione della diversa natura, delle differenti caratteristiche professionali degli intermediari assicurativi, nonché della eterogeneità delle aree di mercato e dei modelli distributivi in cui essi si trovano ad operare, riteniamo che un organismo di autodisciplina che abbia anche competenze di vigilanza non rappresenti un modello efficace ed equilibrato, con ripercussioni negative sulla tutela di contraenti, assicurati, beneficiari e danneggiati. Sicché vi è seriamente da chiedersi se non sia preferibile riconsiderare il modello prefigurato optando per delegare al costituendo organismo le sole funzioni di tenuta del registro e mantenere le funzioni di vigilanza e sanzionatore in capo ad IVASS.
Inoltre la ripartizione tra autorità regolamentare e organismo di vigilanza rischia di accentuare le incertezze regolamentari per effetto di necessità interpretative, circostanza già sperimentata nel comparto della intermediazione creditizia.
- la bozza di decreto impostato dal MISE ci sembra abbia molte disposizioni in eccesso di delega (ad esempio quando ridisegna l'impianto sanzionatorio ovvero quando consente a banche SIM e Poste la distribuzione di prodotti assicurativi non standardizzati)
- la norma primaria peraltro non indica con chiarezza quali disposizioni del codice delle assicurazioni si debbano intendere abrogate: a mero titolo di esempio, permane una sostanziale ambiguità sulla abrogazione delle sanzioni pecuniarie indicate dall'art. 324 del codice delle assicurazioni. Né potrà farlo il regolamento in esame in quanto norma di rango secondario; pertanto si procederà per abrogazioni implicite con ciò creando inevitabilmente per un lungo periodo transitorio un insieme di incertezze interpretative.
Le questioni di maggiori criticità:
- mancanza di chiarezza sulla composizione dell'assemblea e dunque degli aderenti all'organismo: la norma prevede che ne abbiano titolo tutte le associazioni e federazioni a carattere nazionale senza
indicare quale rappresentanza sviluppano e come saranno ponderate. Tra le associazioni si annoverano anche quelle delle compagnie, che tuttavia non avrebbero titolo, considerato che i produttori diretti non fanno più parte del registro, e che, per la stessa funzione da loro svolta nel mercato, sono portatrici di interessi diversi rispetto a quelli delle categorie degli iscritti al registro degli intermediari.
- mancanza di chiarezza sui criteri di selezione e nomina del comitato promotore che si deve occupare di funzioni strategiche: dalla redazione dello statuto alla gestione dell'organismo nel primo
triennio. La norma in bozza prevede che la nomina sia di competenza di IVASS sentite le associazioni di categoria senza indicazione dei criteri di selezione (che vorremmo per evidenza pubblica similmente a quanto avviene per gli incarichi negli organismi di vigilanza europei) né dei titoli preferenziali ovvero delle esclusioni previste per le candidature.
- non si condivide peraltro la scelta di assegnare al comitato promotore le funzioni gestionali nel primo triennio, con ciò svuotando l'assemblea della neo costituita associazione di qualunque
potere di indirizzo nella fase più delicata della sua vita, costituita dal periodo di start up.
- la bozza prevede che i collaboratori degli intermediari professionali (gli attuali iscritti alla sezione E
oggi composta da 180.000 persone fisiche e 12.200 società) saranno solo persone fisiche i cui nominativi compariranno all'interno della posizione di iscrizione dell'intermediario professionale.
Dovranno essere liquidate 12.200 aziende? Quale sarà la regolamentazione per il mercato "affinity" (si tratta di aziende commerciali o di produzione che svolgono attività di intermediazione ancillare alla loro attività principale distribuendo polizze individuali per rischi correlati al bene o servizio primario ovvero sottoscrivendo polizze collettive in nome e per conto dei propri clienti. Oggi sono considerati intermediari, ricompresi nella polizza rc professionale dell'agente o broker di riferimento, sottoposti a verifica di onorabilità e di aggiornamento professionale annuale. Si tratta di concessionari d'auto, rivenditori di impianti di allarme, grande distribuzione ecc..) Quale dovrà essere la regolamentazione? nessuna indicazione al riguardo.
- L'introduzione di regole estremamente severe di incompatibilità limitano la libera iniziativa imprenditoriale degli operatori di settore, che potranno agire per una sola azienda, limitando lo sviluppo del business che potrebbe richiedere la costituzione di appositi veicoli aziendali. Non si comprende peraltro a ragione di tale limitazione, tenuto conto che la prassi sinora utilizzata dal mercato non ha dimostrato di costituire un'effettiva criticità in termini di situazioni di conflitto di interesse, diversamente sperimentati nel settore delle compagnie italiane, caratterizzate da altissima concentrazione, come d'altra parte richiamato dallo stesso Presidente IVASS, Salvatore Rossi, nella sua recente relazione annuale.
- Nonostante da più istituzioni sia invocata la tutela dei consumatori, il decreto introduce una norma di favore per banche, Poste e intermediari finanziari, che in dispregio di quanto indicato dall'art. 119 del codice delle assicurazioni saranno abilitati alla intermediazione di coperture assicurative non standardizzate mediante la nomina di un intermediario professionale presso ciascuna filiale. Riteniamo quindi che anche questa disposizione rientri tra quelle che eccedano palesemente la delega e che sia priva delle necessarie attenzioni alle conseguenze che ne potrebbero derivare alla clientela.
- Si esprime forte contrarietà alla scelta operativa individuata che prevede la rifondazione del registro degli intermediari, con onerose procedure di convalida delle attuali iscrizioni per oltre 40.000 soggetti, con aggravi di costi e di oneri amministrativi a carico degli operatori e dello stesso neo costituito
Organismo, che non potrà che replicare la situazione di forte criticità vissuta dal settore nel biennio 2007 - 2008 per analoga decisione assunta dall'ISVAP in occasione del passaggio dagli albi professionali al Registro Unico degli Intermediari assicurativi.
- Il decreto modifica l'impianto sanzionatorio: in disparte dall'incertezza sul destino delle sanzioni pecuniarie, si modifica la graduazione delle sanzioni disciplinari mediante sostituzione della censura con la ben più grave sospensione temporanea per 6/8 mesi.
In primo luogo la disposizione ci sembra in eccesso di delega rispetto alla norma primaria che non ha delegato una riforma dell'impianto sanzionatorio.
Ci sembra inoltre affievolito l'attuale assetto di tutela degli intermediari, tenuto conto che oggi la decisione sull'applicazione delle sanzioni disciplinari è demandata ad un collegio di garanzia, esterno al personale dell'autorità di vigilanza e presieduto da un magistrato di cassazione. Il processo sanzionatorio con l'entrata in vigore dell'organismo sarà gestito dal comito promotore e poi, a regime, dal comitato di gestione. E' evidente una perdita di terzietà dei soggetti deputati alla delibera delle sanzioni. Dal punto di vista degli effetti della sanzione della sospensione, riteniamo la previsione sproporzionata per un intermediario che perderà inevitabilmente i suoi clienti e/o i suoi mandati.
Ragione per la quale abbiamo proposto che la sanzione della censura permanga, aggravata eventualmente da una sanzione accessoria e di particolare rilevanza per gli intermediari rappresentata dall'obbligo di pubblicità della intervenuta sanzione. Tale pena accessoria ci sembra rafforzare la sanzione intermedia senza inibire la possibilità di prosecuzione dell'attività.

martedì 1 luglio 2014

Assemblea Ania, nella RC Auto gli utili salgono ma le tariffe scendono troppo poco.

«Troppo “timido” Aldo Minucci su sanità e previdenza»
Konsumer Italia è scettica dopo la Relazione del Presidente dell’Ania: nella RC Auto gli utili salgono ma le tariffe scendono troppo poco.


«Nonostante il forte aumento degli utili per le imprese del comparto assicurativo, il Presidente dell’Ania Aldo Minucci, nella sua relazione, è sembrato troppo “timido”, ha parlato del necessario impegno nel welfare con eccessiva prudenza, in particolare in relazione a settori chiave come sanità e previdenza». Queste le dichiarazioni del Presidente di Konsumer Italia, Fabrizio Premuti, al termine dell’Assemblea Annuale dell’Ania (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici). «Ha dato invece input importanti – continua Premuti – sull’RC Auto, come la pressante richiesta alla politica dell’approvazione delle tabelle di valutazione del danno biologico di grave entità. Sulla RC Auto gli utili sono saliti vertiginosamente tradendo il concetto di mutualità che deve applicarsi anche al binomio Impresa/cittadino, le tariffe sono scese sì, ma troppo poco e potremmo trovarci davanti ad un fenomeno di utili speculativi a danno dei Consumatori. Quindi un richiamo al Governo è arrivato complessivamente per il recupero delle norme contenute nell’art. 8 del decreto “Destinazione Italia”, stralciate dal precedente Governo Letta. Konsumer ritiene che molte di quelle misure, pur migliorabili, fossero innovative ed efficaci per ridurre significativamente il prezzo delle polizze. Siamo d’accordo anche su un intervento normativo per arginare l’esborso dello Stato in seguito ad eventi catastrofali».  Molto tecnico ed attento l’intervento del presidente IVASS, Salvatore Rossi, in linea all’ottima relazione dell’Istituto di qualche giorno fa. Fabrizio Premuti commenta con un filo di sarcasmo l’intervento del Ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi: «Era da qualche anno che non sentivamo intervenire un Ministro così preparato e puntuale sul settore, di questo gli diamo atto, ma dobbiamo pur essere consapevoli che non stiamo in campagna elettorale. Mi auguro che gli auspici del Ministro, almeno sulle tre questioni più importanti dibattute oggi, si tramutino in realtà.  Messa in sicurezza definitiva della RC Auto; approvazione di una legge sull’assicurazione dei danni catastrofali da parte dei privati basata su una vera mutualità ed integrativa dell’intervento pubblico, un nuovo sistema di welfare pubblico/privato nella sanità, affinché lo Stato garantisca una prestazione universale sulle patologie gravi, le cronicizzazioni e i bassi redditi,  al contempo un servizio sanitario privato che possa svilupparsi ad integrazione volontaria di quello sociale, a partire dalle prestazioni specialistiche per arrivare ai grandi interventi ed alle lungodegenze assistite».

domenica 29 giugno 2014

P.O.S. da domani obbligatorio per tutti i pagamenti oltre i 30 euro

Non c’è dubbio che tracciare tutte le transazioni economiche oltre i 30 euro sia uno strumento che, in chiave antievasione, potrebbe dare frutti importanti in tema di micro/media evasione. Commercianti, artigiani e professionisti teoricamente dovrebbero essersi già dotati della macchinetta che permette le transazioni elettroniche, ma a noi di Konsumer convince davvero molto poco per una serie di motivi e perplessità che sono di palmare evidenza.
. La prima, su tutte, chi non si è dotato di POS non ha nessuna sanzione prevista per questa sua carenza, infatti la legge detta la condizione ma non la punizione per chi non la rispetterà.
. La seconda, pensiamo a quante parcelle professionali superano abbondantemente i massimali di spesa delle carte di credito e di debito o dei bancomat, queste, mediamente hanno limiti di spesa che variano tra i 2.600 euro ed i 5.200 per le versioni gold. Il consumatore che deve pagare un avvocato, un notaio, un architello o il dentista in unica soluzione si deve presentare con quante carte???
. La terza, tutte le attività che percepiscono provvigioni a pagamento del loro lavoro, si condannano ad un prelievo forzoso e volontario che può pesare anche il 20% del loro onorario? Ci spieghiamo meglio, un agente di assicurazioni, un sub agente, un mediatore immobiliare, un mediatore finanziario lavorano a commissioni che possono essere limitate anche al 4/5% dell’intero importo incassato, mediamente l’8%. Le commissioni delle carte di credito, alcune più di altre, spesso hanno commissioni anche superiori al 2% dell’importo transato. Questi lavoratori, perchè di lavoratori parliamo, devono lasciare in commissioni il 20% delle loro spettanze?? O le pagheranno le mandanti? non crediamo!!
. La quarta, usando una prepagata non vincolata ad un determinato conto corrente ed intestata a nonno di 80 anni nullatenente (patente a punti docet) o ad un immigrato,  quante transazioni posso fare in entrata ed uscita facendo abbondanti pernacchie ai controlli fiscali?
E poi c’è appunto il problema costi, i POS non sono gratuiti, si noleggiano ed il costo viene pagato anticipatamente sul c/c del lavoratore autonomo con il canone stabilito dalla banca, chi paga questo costo? Abbiamo il sospetto che a pagare sarà il consumatore, così come per le commissioni di incasso che, l’abbiamo detto, possono arrivare anche ad oltre il 2% della somma transata. Ed appunto vediamo un attimo qual è il costo del Pos? In passato artigiani, commercianti e professionisti sono arrivati ad indicare fino 1.200 euro (CGIA di Mestre) tra costi fissi e commissioni. Gli ordini dei professionisti hanno fatto una ricerca sui fogli informativi del servizio Pos pubblicati dai singoli avvocati. Il risultato è questo: installazione da 0 a 200 euro, canone mensile tra 8 e 30 euro, commissioni tra 0,50 e 2%. Insomma un salasso che crediamo sarà molto poco usato e come per tante esperienze passate, provocherà inutili e dannosi aumenti anticipati e non giustificati su servizi e prodotti.
Ci chiediamo, fermo restando che i grandi evasori, per intenderci, quelli come le case da gioco, graziati di 98 miliardi dal Governo Letta, o, chi può movimentare grandi somme di denaro esterovestendo operazioni finanziarie, o, la criminalità che notoriamente non paga le tasse, gli abusivi sempre meno contenibili nell’industria del falso e così via…., non useranno il POS, e sono la maggior parte del sommerso italiano, perchè chi è in regola, o quasi, dovrebbe utilizzare una macchinetta che genera costi ed il cui mancato utilizzo non genera alcuna sanzione?
Non sarebbe molto più semplice introdurre la detraibilità fiscale complessiva di tutte le spese fatte dal cittadino consumatore, certo sugli utili finali salirebbero le aliquote, ma vuoi mettere a comprare il pane e pagarci le tasse una volta sola che soddisfazione per tutti.

venerdì 27 giugno 2014

Trasmissione con Antonio Caricato, Capo Dipartimento banche, credito, usura e finanza di Konsumer Italia

Giovedì 19/6, Antonio Caricato, Capo Dipartimento banche, credito, usura e finanza di Konsumer Italia ha partecipato alla trasmissione “I vostri soldi” della tv Class CNBC (canale 507 di Sky), dedicata alla finanza personale.  Nello spazio riservato al credito al consumo, si è approfondito il tema dell’indebitamento. Secondo un’analisi di Az Holding (presente l’Amministratore Delegato) “cresce la quota di donne e stranieri indebitati” e risulta particolarmente “grave la situazione dell’uomo del Sud".
 

lunedì 16 giugno 2014

Rinvio TASI e scadenze fiscali

Rinvio TASI: un diritto del cittadino

Lo avevamo anticipato, sarebbe stata una inutile corsa al rattoppo. Il cittadino consumatore non è un burattino al quale imporre con una tirata di filo una volontà impositiva che deriva da un disservizio, da un ritardo di Stato e Comuni. Il pagamento della TASI, la Tassa sui Servizi Indivisibili che virtualmente va a sostituire l’Imu sulla prima casa, è stato rinviato per i cittadini residenti in quei (molti) Comuni che non hanno assunto le deliberazioni TASI sull’aliquota, da applicare entro il 23 maggio. Il cittadino consumatore ha diritti ben precisi, tra cui quello di poter avere tempo adeguato per potersi apprestare al pagamento di una tassa, deve capirne i contenuti e le necessità, deve poter programmare il pagamento: nell’arco di 60 giorni, tra giugno e luglio, la Cgia di Mestre ha stimato che gli italiani andranno incontro a 29 scadenze fiscali, per un totale di 75 miliardi di euro di tasse da pagare. Il cittadino non è solo un consumatore da spremere,  il Codice del Contribuente parla chiaro e nessuno, neanche chi quel codice ha approvato, può permettersi di superarlo con un atto d’imperio. In tal senso, lo slittamento della data del pagamento al 16 ottobre è un segnale importante, il segnale che qualcosa cambia, o almeno sembra cambiare. 
Il Calendario TASI

Il nuovo calendario di scadenze per la TASI, confermato in via d’urgenza dal “decreto ponte” approvato dal Governo nel Consiglio dei Ministri del 6 giugno scorso, è entrato ufficialmente in vigore: per i Comuni che hanno già approvato la delibera sulle aliquote entro il 23 maggio 2014, il versamento della prima rata è dovuto entro il 16 giugno 2014, sulla base delle aliquote e detrazioni approvate dal Comune stesso; per i Comuni che non hanno deliberato entro il 23 maggio (ma sempre che approvino la delibera su aliquote e detrazioni entro il 10 settembre 2014), versamento della prima rata entro il 16 ottobre 2014; per i Comuni che non riescano a deliberare su aliquote e detrazioni entro il 10 settembre (in tal caso l’imposta sarà determinata applicando l’aliquota di base pari all’1 per mille e la TASI sarà dovuta dall’occupante nella misura del 10% dell’ammontare complessivo del tributo, determinato con riferimento alle condizioni del titolare del diritto reale), versamento in un’unica soluzione entro il 16 dicembre 2014.

Domande e curiosità? Scrivete ad Angelo Carcasole: a.carcasole@konsumer.it

mercoledì 11 giugno 2014

L’80% delle contese tra imprese e cittadini vengono conciliate


È possibile trovare un accordo con unimpresa, o unazienda fornitrice di servizi, evitando le lungaggini e i costi di unazione giudiziaria? Ebbene sì, il cliente danneggiato può rivolgersi a unAssociazione dei Consumatori, che lo rappresenterà attraverso un conciliatore, il quale tratterà con il suo omologo aziendale.

Si chiama Conciliazione Paritetica, uno strumento semplice, ma soprattutto efficace, di risoluzione alternativa delle controversie. Il sistema funziona, è rapido, economico ed è incoraggiato dallUnione Europea che lo ha inserito tra le sue best practice.

Basti pensare che nel 2013, su 18.395 domande presentate dai cittadini, ben l80% sono state  conciliate. Il trend positivo, confermato anche per il primo semestre del 2014, è stato ufficializzato nel corso della presentazione del Quinto Rapporto annuale sulle Conciliazioni Paritetiche, organizzato la scorsa settimana dal Consumers Forum, presso il Cnel. Dal Rapporto si evince che le domande di conciliazione, in aumento rispetto al 2012, hanno interessato soprattutto i settori delle telecomunicazioni (71%), energia e gas (16%), servizi postali (4,8%), trasporti e mobilità (5%), servizi bancari e finanziari (1,3%), servizi idrici (1,7%).

Sulla base di tale tendenza, Konsumer Italia auspica un incremento dei soggetti e dei settori che abbraccino la Conciliazione Paritetica, invitando al contempo le imprese a firmare nuovi protocolli dintesa. Non lasciamoci scappare lopportunità di utilizzare questo strumento, che garantisce al cittadino di raggiungere in maniera rapida ed economica soddisfazione nei confronti dellazienda (si fa sempre in tempo a ricorrere in tribunale), e al sistema giudiziario unefficace alternativa per snellire le pratiche che ingolfano la giustizia, rendendo poco competitivo il Paese.

Diffondere la cultura della mediazione significa coinvolgere i cittadini a partecipare. Anche lEuropa ce lo chiede: entro il 9 luglio 2015, gli Stati membri dovranno recepire la Direttiva 11/2013, e nei successivi sei mesi diventerà operativo il Regolamento n. 524/2013, relativi, rispettivamente, alla risoluzione alternativa delle controversie dei consumatori (ADR) e alla risoluzione delle controversie online (ODR).

martedì 10 giugno 2014

Istituto "Novaro-Cavour" ( Napoli ), le associazioni chiedono l'immediata rimozione della pavimentazione

Oggi ho partecipato, in rappresentanza di Konsumer Italia, all'audizione presso la "III commissione consiliare speciale per il controllo delle bonifiche e i siti di smaltimento rifiuti ed ecomafie, riutilizzo dei beni confiscati" della regione Campania, per discutere sul caso Amianto dell'Istituto scolastico "Novaro-Cavour" di Napoli. Ringrazio il Presidente Antonio Amato dell'invito alle associazioni dei consumatori che su questa vicenda hanno sempre chiesto tempi certi sulla sostituzione della pavimentazione in vinil amianto. Erano presenti i rappresentanti dell'Asl, della III Municipalità Stella-San Carlo all'Arena, dell'Arpac oltre al Dirigente Scolastico dell'Istituto Novaro-Cavour ed il Presidente del consiglio d'Istituto. A parlare per le associazioni, l'Avv. Carlo Spirito di Federconsumatori, ha ribadito che i lavori vanno fatti con urgenza, poiché siamo in presenza di un tipo di materiale potenzialmente dannoso. L'Asl ha invitato il Comune a risolvere la questione in tempi certi, altrimenti provvederà a segnalare il tutto alla Procura della Repubblica, poiché in queste circostanze le Leggi in materia parlano chiaro: in presenza di tale materiale occorre predisporre piani ed azioni per la salvaguardia di chi vive negli ambienti esposti al rischio amianto. L'Assessore Palmieri, attraverso il suo delegato, Ing. Esposito, ha dato la notizia che a giorni il progetto di sostituzione della pavimentazione sarà finanziato. Noi vigileremo su ciò che farà il Comune di Napoli, e terremo informati i consumatori sui tempi. Noi associazioni non abbiamo mai fatto allarmismo, anzi, se si guardano i documenti ufficiali, di presenza di Amianto, ne hanno parlato nel 2000 l'Università Federico II di Napoli, nel Settembre 2013 la Municipalità ed il Comune di Napoli ( delibera 692 ) e nel 2014, di nuovo la Municipalità nel progetto tecnico. Non si perda più tempo, ed attendiamo che alle parole del Comune di Napoli, possano seguire i fatti: finanziamento del progetto di sostituzione della pavimentazione.
In ultimo voglio ringraziare i Consiglieri Regionali Angela Cortese e Corrado Gabriele che durante l'audizione hanno dato la massima disponibilità per la soluzione del problema ed aprendo ad un'iniziativa di monitoraggio di tutti gli istituti campani. Le associazioni come la nostra sono a disposizione.
Vincenzo Ferrante, Konsumer Italia.