Conferenza Stampa
"Regolamentazione Sale gioco e Slot machine"
Venerdì 18 alle ore 12.00 presso la Sala Conferenze dei Gruppi Consiliari in via delle Vergini 18 III° piano ( Roma ) si terrà la conferenza stampa di presentazione della delibera di iniziativa consiliare sulla regolamentazione delle sale gioco e l'installazione di 'Slot Machine' negli esercizi pubblici.
Partecipano:
Dario Nanni Presidente commissione Lavori Pubblici
Fabrizio Premuti Presidente Konsumer Italia ( con delega a rappresentare anche MDC ed ACU )
Bianca la Rocca Presidente SOS Impresa
"Roma detiene il primato italiano per la diffusione del gioco d’azzardo, con la presenza di ben 294 sale giochi e più di 50 mila slot machine distribuite tra Roma e Provincia e che proprio a Roma, a nel quartiere Appio, è presente il più grande locale d’Europa con ben 900 postazioni di gioco. Molte associazioni del settore hanno da tempo lanciato l’allarme che il gioco d’azzardo è divenuto ormai una piaga sociale, al pari di tutte le altre forme di dipendenza, andando a rappresentare un costo estremamente elevato in termini di vite umane e sociale. Peraltro le indagini effettuate dalla DDA hanno evidenziato a Roma una presenza molto elevata della criminalità organizzata nel circuito del gioco d’azzardo. E' per questi motivi che ho deciso di proporre nuovamente la delibera di iniziativa consiliare presentata nella scorsa consigliatura per porre un argine ad una piaga sociale che colpisce migliaia di persone nella nostra città."
E' quanto dichiarato dal Consigliere Comunale del PD Dario Nanni.
mercoledì 16 ottobre 2013
domenica 6 ottobre 2013
Assemblea nazionale di Konsumer Italia
Dall'assemblea costituente di Konsumer Italia e dall'inizio effettivo delle attività sono passati soltanto 35 giorni, in questi 35 giorni molto è accaduto ed il progetto a cui abbiamo dato vita, amici di vecchia data e nuovi amici tutti insieme, sta prendendo forma e sostanza. Il ritorno alle origini di un consumerismo che parte dal cittadino, e sulle sue richieste plasma i propri programmi, non è una chimera irrealizzabile. Il 12 ottobre avremo modo di esporre le idee, le speranze, le opinioni e le aspettative di cui ogni presente sarà portavoce. Per la prima volta si incontreranno i primi delegati del Lazio, della Sardegna, della Puglia, Della Sicilia, dell'Emilia Romagna, della Campania, della Calabria, del Trentino alto Adige, del Veneto, del Friuli Venezia Giulia, della Valle d'Aosta e della Lombardia. Per la prima volta si conosceranno tra loro e con gli esperti dei vari settori su cui stiamo lavorando. Sarà un giorno speciale per tutti noi, speriamo sia anche un giorno speciale per tutti i Cittadini Consumatori.
Insieme a noi, il 12 ottobre, le Associazioni Consumatori Indipendenti con cui ci siamo apparentati e con cui condivideremo il cammino appena iniziato, dalle iniziative del CNCU a quelle delle Regioni a quelle che sapremo realizzare insieme.
L'appuntamento per i Konsumer d'Italia è a Roma, per le 9,00 del 12 Ottobre p.v., presso la Domus Talenti, in via IV Fontane.
Tel. 06 9799 6300.
Il Presidente
Fabrizio Premuti
Ania batte Ancma 3 a 0
Che vivessimo un momento storico particolare lo sapevamo, che i consumatori si trovassero tra l’incudine ed un martello progressivamente sempre più pesante, anche. Ma che poi dovessimo assistere ad un rimpallo di responsabilità tra i massimi sistemi di due settori industriali, tra l’altro con decise sinergie proiettate all’utilizzo finale del bene oggetto del contendere, proprio non potevamo aspettarcelo.
Parliamo delle motociclette e dei mezzi a due ruote in genere, rappresentati da una parte dall’Ancma, l’associazione che raggruppa in Confindustria i produttori e l’Ania, l’associazione che raggruppa le imprese di assicurazione. Senza la prima non avremmo mezzi a due ruote, senza la seconda questi non potrebbero circolare. Ebbene, si è dato il caso che la prima abbia accusato la seconda di essere la causa del forte rallentamento delle vendite di questi veicoli, l’accusa è stata così diretta e precisa dall’ipotizzare la costituzione di una nuova impresa assicuratrice dedicata proprio ai mezzi a due ruote promossa proprio dai costruttori. Nelle more dell’ipotesi la convinzione di una responsabilità che lascerebbe pensare anche ad una sfiducia dei costruttori nella capacità di fare assicurazione degli assicuratori, ma questa è solo una ipotesi di chi scrive che spero non sia suffragata da affermazioni al momento sconosciute.
Immediata e decisa la risposta degli assicuratori,
1) le tariffe assicurative risentono delle voci di costo a cui devono sottostare per essere congrue tenendo anche conto dei fattori operativi. VERO
2) ipotizzare la nascita di una nuova compagnia assicuratrice per questi veicoli significa comunque dover replicare il processo di composizione della tariffa, pertanto il risultato non cambierebbe se non nella normale componente concorrenziale che deve essere propria delle tariffe praticate all’utenza, a meno che non si decida di operare in perdita e poi magari aumentare il costo del veicolo per avere mezzi sufficienti a ripianare le perdite. E poi, questa compagnia farebbe la cenerentola o aderirebbe all’ANIA per le ovvie necessità di rappresentanza?
3) Infine, se è vero, e purtroppo è vero, che gran parte della tariffa è assorbita dal costo dei risarcimenti, che per tipologia di veicolo sono sicuramente i più alti del sistema RCA, la componente prevenzione è ormai da anni uno dei cavalli da battaglia proprio delle imprese assicuratrici con la loro Fondazione per la sicurezza stradale, non si può neanche imputare al comparto assicurativo di essersi lavato le mani evitando di investire sulla riduzione dei costi aumentando l’informazione e la formazione sul corretto uso del veicolo e della mobilità in genere.
Un 3-0 secco e deciso che poteva essere ancora più rotondo se si fosse anche detto che essere impresa di assicurazioni non permette (normativamente) di scegliersi il cliente e neanche la categoria di veicoli da assicurare, l’autorizzazione ad esercitare il ramo RC Auto permette si, di fare polizze alle moto, ma l’obbligo a contrarre comporta anche avere tariffe per tutte le altre tipologie di veicoli, auto, mezzi industriali ecc. ecc. Un problema non semplice che poteva essere superato molti anni or sono attraverso le mutue di assicurazione, ma non oggi.
Fin qui tutto regolare ed in linea all’attuale momento di estrema confusione della società, si parla ed a volte si rischia di straparlare, se rimanesse pura lettura ed osservazione sarebbe anche un passatempo, ma certo non lo è per quel motociclista campano che si è visto chiedere 1.600,00 euro per assicurare la propria moto, che all’acquisto si è trovato l’IVA aumentata, che al momento di posteggiare ha appreso che i posti moto regolari sono estremamente pochi nelle grandi aree urbane e certamente sottostimati rispetto al parco moto circolante, e che comunque dopo aver cercato inutilmente di posteggiare in modo regolare ha dovuto ricorrere ad un bordo marciapiede che in automatico ha permesso al solerte vigile di elevare la giusta contravvenzione, e che nel constatarlo ha pensato, ok almeno ho evitato il 20% di aumento del costo orario del parcheggio e ripartendo non ha visto la buca che gli sbucava d’improvviso sotto la ruota occultata dal veicolo che lo precedeva, che cadendo oltre a farsi male doveva affrontare i costi necessari per la causa per danni al comune proprietario della strada e che nella sentenza avrebbe letto che la fattispecie di ostacolo su cui si era rovinato sia lui che la sua moto non rappresentava ne insidia ne trabocchetto per cui nulla gli era dovuto, ed ancora si pagava i ticket sanitari subendo il fermo per la convalescenza ed infine, ma solo per non annoiarvi per altre venti righe, andava finalmente a ritirare la moto dal meccanico e prendeva coscienza del nuovo aumento dell’IVA e del carburante……… ecco non sarà che le moto non si vendono perché per usare una moto o sei rambo o sei rimba.
venerdì 4 ottobre 2013
Illegittimo il distacco della fornitura di energia elettrica se la morosità dovuta a contestazione per errore di rilevazione dei consumii
Nuova sentenza del Tribunale di Roma: Illegittimo il distacco della fornitura di energia elettrica se la morosità dovuta a contestazione per errore di rilevazione dei consumi
«Ringrazio il Tribunale di Roma per aver fatto finalmente chiarezza sul distacco della fornitura dell'energia elettrica al consumatore, quando il rifiuto del pagamento della bolletta è dovuto contestazione per palesi errori nel calcolo dei consumi. Una sentenza innovativa nella tutela dei diritti dei chi, piuttosto che sottostare ad un pagamento ritenuto non dovuto, si avvale di questo strumento giuridico introdotto nel 2009. Da oggi il consumatore ha una certezza per tutelarsi da quei fornitori del servizio che lasciano, senza le opportune verifiche, centinaia di utenti senza energia elettrica, un bene ormai primario e irrinunciabile per tutti».
Lo afferma Fabrizio Premuti, presidente di Konsumer Italia.
sabato 28 settembre 2013
Campania, interventi urgenti per la bonifica del territorio
Konsumer Italia si fa promotrice, presso le Istituzioni nazionali, della richiesta di un'azione di attento monitoraggio e bonifica dei territori campani inquinati dagli sversamenti tossici, effettuati da aziende ed industrie nazionali, attraverso la criminalità organizzata e la connivenza di molti.
Chiediamo un intervento straordinario per bonificare questi territori, sottoposti ad attacco chimico, non meno cruento rispetto ad altrettanti episodi che tanto hanno colpito la comunità internazionale.
Konsumer Italia è al fianco dei cittadini campani, poiché quello che è accaduto è un vero crimine contro l'umanità!
Le nostre richieste:
- Rafforzamento e coordinamento tra le forze di polizia e corpi forestali, impegnati nel monitoraggio accurato dei territori, al fine di verificare la presenza di rifiuti sversati abusivamente.
- Bonifica dei terreni inquinati.
- Istituzione del registro tumori della Campania.
- Inasprimento delle pene per reato ambientale.
Konsumer Italia è al fianco dei cittadini campani, poiché quello che è accaduto è un vero crimine contro l'umanità!
Le nostre richieste:
- Rafforzamento e coordinamento tra le forze di polizia e corpi forestali, impegnati nel monitoraggio accurato dei territori, al fine di verificare la presenza di rifiuti sversati abusivamente.
- Bonifica dei terreni inquinati.
- Istituzione del registro tumori della Campania.
- Inasprimento delle pene per reato ambientale.
Vincenzo Ferrante - Konsumer Italia
giovedì 26 settembre 2013
Corte di Giustizia europea, importantissima sentenza sui ritardi ferroviari
Finalmente
più tutela per il viaggiatore ferroviario
I rimborsi dei biglietti per i treni che arrivano in ritardo sono sempre dovuti anche se provocati da causa di forza maggiore. Tale principio è stato sancito dalla Corte di Giustizia dell'Ue
Secondo i giudici europei non esiste alcun motivo di causa di forza maggiore, come spesso viene affermato dalle compagnie, il viaggiatore ha comunque sempre diritto ad un rimborso parziale del costo del biglietto.
Dunque un'impresa ferroviaria non può inserire nelle proprie condizioni generali di trasporto una clausola che la esoneri dall'obbligo d'indennizzo per il prezzo del biglietto in caso di ritardo causato da forza maggiore”. Nella stessa sentenza la Corte europea di Lussemburgo ha confermato anche che il limite per chiedere il rimborso parziale del biglietto resta fissato in un'ora o più, ma ha anche stabilito i valori minimi per i rimborsi. Secondo le cosiddette “regole uniformi” infatti l'indennizzo deve corrispondere come minimo al 25% del prezzo del biglietto per un ritardo compreso tra 60 e 119 minuti, e al 50% di tale prezzo nel caso di ritardo di 120 minuti o superiore.
I rimborsi dei biglietti per i treni che arrivano in ritardo sono sempre dovuti anche se provocati da causa di forza maggiore. Tale principio è stato sancito dalla Corte di Giustizia dell'Ue
Secondo i giudici europei non esiste alcun motivo di causa di forza maggiore, come spesso viene affermato dalle compagnie, il viaggiatore ha comunque sempre diritto ad un rimborso parziale del costo del biglietto.
Dunque un'impresa ferroviaria non può inserire nelle proprie condizioni generali di trasporto una clausola che la esoneri dall'obbligo d'indennizzo per il prezzo del biglietto in caso di ritardo causato da forza maggiore”. Nella stessa sentenza la Corte europea di Lussemburgo ha confermato anche che il limite per chiedere il rimborso parziale del biglietto resta fissato in un'ora o più, ma ha anche stabilito i valori minimi per i rimborsi. Secondo le cosiddette “regole uniformi” infatti l'indennizzo deve corrispondere come minimo al 25% del prezzo del biglietto per un ritardo compreso tra 60 e 119 minuti, e al 50% di tale prezzo nel caso di ritardo di 120 minuti o superiore.
"Le compagnie di trasporto ferroviario da oggi non potranno più accampare scuse, La sentenza della Corte Europea è chiara e non lascia spazio a interpretazioni creative.
Un ritardo è un ritardo e basta, non esiste alcuna "causa di forza maggiore", il viaggiatore ha comunque sempre diritto ad un rimborso parziale del costo del biglietto.
Ci auguriamo ora che le società di trasporto ferroviario si adeguino senza ulteriori ritardi".
Lo afferma Fabrizio Premuti, presidente di Konsumer Italia.
Telecom, il doppino di rame che vale oro
Ci siamo svegliati improvvisamente col timore di perdere la rete telefonica. Oggi ci accorgiamo che, con la proprietà di Telecom in mano agli spagnoli, il nostro sistema di telecomunicazioni corre rischi "serissimi"! C'è chi si desta dal sonno e chi ha fatto finta di dormire in tutti questi anni. La questione è meno complessa di quanto sembri: paghiamo lo scotto di una privatizzazione fatta male. Accorgersene oggi, in virtù dell'arrivo spagnolo ( Telefonica già detiene un ruolo determinante nelle scelte strategiche di Telecom - vedi alla voce "finti dormienti" ), è assurdo: la mancata separazione della rete dalla gestione commerciale è un problema nato dalla privatizzazione di Telecom.
Non è possibile accorgersene oggi che arrivano gli spagnoli ed aver chiuso gli occhi, quando il tutto era nelle mani di imprenditori ( o prenditori? ) italiani.
La rete Telecom non è importante per ciò che è, ma per ciò che dovrebbe essere: il punto è questo. Aver lasciato nelle mani di un'impresa "contendibile" sia la proprietà che la gestione della rete, è un caso unico nel panorama europeo. L'infrastruttura delle telecomunicazioni fisse, in Italia, si regge ancora sul "doppino di rame", la sua modernizzazione comporta dei costi notevoli, ma si rende sempre più necessaria. Può un'azienda privata, malgrado abbia il privilegio di esercitare un monopolio di fatto, sostenere i costi di tale ammodernamento? Aggiungerei anche: può un'azienda spolpata ed indebitata, avere l'interesse e le risorse per fare tutto ciò? No. L'ammodernamento della rete di telecomunicazione deve avere come protagonista lo Stato che, coinvolgendo capitali privati, può e deve agire. Lo Stato può farlo? Se non avesse lasciato al mercato dei soliti noti, la proprietà della rete, potrebbe pianificarlo e metterlo in pratica tranquillamente. La paventata separazione tra gestione e proprietà, in pieno liberismo imperante, fu guardata con scandalo da commentatori ( liberi? ) politici ed imprenditori ( o prenditori... ), oggi dovrebbe essere una priorità del nostro Governo. Il momento è propizio: l'allarme spagnolo, strumentale e tardivo, può giocare a favore di chi dovrebbe prendere questa decisione.
Rimarremo ancora connessi ad un doppino di rame? Se qualcuno fingerà di addormentarsi ancora una volta, purtroppo sì. Se invece si decide di fare, seriamente, gli "europei", ce la potremo fare.
venerdì 20 settembre 2013
Stop all'aumento dell'Iva - comunicato stampa Konsumer Italia
"Il Governo blocchi senza indugi l'aumento al 22%". E’ quanto chiede al presidente Enrico Letta, Fabrizio Premuti, Konsumer Italia. L'aumento dell'IVA – sostiene - porterà inevitabilmente a una riduzione della disponibilità di spesa dei cittadini, con effetti drammatici per le fasce più deboli della popolazione che, non avendo più risparmio cui attingere, sono già ora a rischio sovraindebitamento. “In questo contesto l'aumento dell'IVA verrà quasi certamente riassorbito, in termini di gettito, da una riduzione ulteriore dei consumi già scesi del tre per cento in un anno” conclude Premuti.
Settore assicurativo ed interventi concreti
Arrivano le prime aperture ad un ripensamento sulla norma che riduce la detraibilità delle polizze vita, infortuni e long term care (perdita dell'autosufficienza). Nei prossimi giorni sarà depositato il documento congiunto Konsumer Italia, UNAPASS ed Acb Broker, contenente i numeri che tale scenario comporterebbe se non modificato.
In un paese in cui il welfare è stato sottoposto a tagli indiscriminati, è assurdo disincentivare il cittadino, attraverso la riduzione delle agevolazioni fiscali sui premi, a tutelarsi contro il rischio di non autosufficienza ( polizze Log term care ) o contro il rischio di subire danni patrimoniali in seguito ad una riduzione di capacità lavorativa, dovuta ad un infortunio.
Anzi, la riduzione delle detrazioni dei premi, comporterà una valanga di riscatti delle polizze di accantonamento ( sottoscritte ante 2001 ), con perdite economiche da parte dei cittadini ed un disincentivo alla sottoscrizione di contratti, mai seriamente decollati in Italia, con utilissime finalità previdenziali.
Konsumer Italia, in tema assicurativo, ha già pronte le sue proposte per intervenire in via definitiva anche nel settore Rc Auto, attraverso interventi incisivi per la riduzione dei costi che ricadono sullle tariffe assicurative che si traducono in una eccessiva penalizzazione per i cittadini onesti.
Chiederemo che venga approntata una nuova tabella che regoli le macro-lesioni, dovute ad incidente stradale, che possa porre fine all'assurda discriminazione di trattamento tra invalidità, trattate in maniera totalmente diversa a seconda della causa che le ha provocate. Perché, in tema di danno biologico, ed a parità di valutazione del punteggio di IP al danno, se questo è accaduto per incidente stradale vale 3, se è frutto di un errato intervento medico vale 5, se deriva ad un infortunio sul lavoro vale 1?
Troviamo il sistema per equiparare il danno biologico ed il suo valore prescindendo dalle cause che lo hanno determinato. Cerchiamo di affermare, almeno su temi come quelli della salute e del lavoro, che il valore delle persone non è "tanto al chilo", ma è impossibile determinarlo, quindi l'unica strada possibile è attribuirgli valori convenzionali che siano uguali per tutti.
Le tre categorie di danno biologico si riflettono economicamente in modo abbastanza sensibile all'interno dei tre gruppi macroeconomici e l'eventuale unificazione porta ad una ponderazione di media che vedrebbe:1)innalzarsi il risarcimento del danno sul lavoro, senza aumentarne il costo per le imprese 2) tornare a tariffare i danni da rc medica, 3) diminuire le tariffe RC Rc-auto.
Altro punto su cui insistiamo è l'utilizzo degli strumenti telematici per combattere in maniera incisiva contro le frodi, a tutela dei cittadini onesti, con l'obbligo immediato di installazione delle scatole nere in tutti gli autoveicoli di nuova costruzione e la definitiva emanazione del Decreto attuativo.
Konsumer Italia chiederà che si rendano trasparenti le modalità di calcolo delle tariffe e che gli elementi che determinano le differenze tra province vengano resi pubblici: non è possibile assistere a differenze tariffarie tra province italiane, così elevate e così discriminatorie, senza che vi siano dati oggettivi che ne giustifichino l'esistenza.
Maggiore apertura del mercato, trasparenza, ed azioni incisive di contrasto a chi froda e lucra sui sinistri, sono le soluzioni contro il caro Rc Auto in Italia: Konsumer Italia lo ribadirà nei prossimi incontri con la politica, le imprese e le altre associazioni consumatori.
martedì 17 settembre 2013
Vicenda Alpitour: le aziende come difendono i nostri dati?
"Pacchetti viaggio offerti a prezzi scontatissimi. Peccato che si trattava in realtà di un ‘malware’. Nella notte tra l’11 e il 12 settembre la pagina Facebook di Alpitour è stata vittima di un furto d’identità che – spiega la stessa Azienda – ha impedito il controllo su quanto veniva pubblicato.Obiettivo degli hacker era, forse, quello di entrare in possesso di dati sensibili dei clienti che, allettati dall’offerta, avrebbero cercato di acquistare il pacchetto. Apitour rassicura “sulla totale sicurezza di tutti i dati sensibili relativi ai nostri clienti. Questo tipo di attacco non è assolutamente in grado di raggiungere i dati in possesso dell’azienda, dati che risiedo su nostri server interni e non su Facebook”. Tuttavia su quello che è successo cliccando sui link postati in quei giorni non c’è certezza e neanche Alpitour azzarda delle previsioni." ( fonte Help Consumatori ).
Siamo arrivati al paradosso che, mentre i cittadini sono continuamente invitati a difendersi dagli attacchi informatici, le aziende risultano spesso negligenti. Oggi siamo tutti attenti a difendere i nostri dati, ma poi scopriamo che le aziende non fanno altrettanto, esponendoci indirettamente a rischi pericolosissimi. Chiediamo che le aziende che hanno a che fare con i nostri dati, non ci espongano più a tali rischi. Le piattaforme informatiche per il commercio non devono esser viste solo come "galline dalle uova d'oro" ma si devono basare su protocolli rigidi di difesa per i consumatori. Che casi come quello di Alpitour non capitino più, soprattutto, perché causati da una "semplice" violazione di un profilo Facebook...
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