sabato 14 giugno 2014
mercoledì 11 giugno 2014
L’80% delle contese tra imprese e cittadini vengono conciliate
È possibile trovare un accordo con un’impresa, o un’azienda
fornitrice di servizi, evitando le lungaggini e i costi di un’azione
giudiziaria? Ebbene sì, il cliente danneggiato può rivolgersi a
un’Associazione
dei Consumatori, che lo rappresenterà attraverso un conciliatore, il quale tratterà con il suo
omologo “aziendale”.
Si chiama Conciliazione Paritetica,
uno strumento semplice, ma
soprattutto efficace, di risoluzione
alternativa delle controversie. Il sistema funziona, è rapido,
economico ed è incoraggiato dall’Unione Europea che lo ha inserito tra le sue best practice.
Basti pensare che nel 2013, su
18.395 domande presentate dai cittadini, ben l’80% sono state
conciliate. Il trend
positivo, confermato anche per il primo semestre del 2014, è stato
ufficializzato nel corso della presentazione del Quinto Rapporto annuale sulle
Conciliazioni Paritetiche, organizzato la scorsa settimana dal Consumers’ Forum, presso
il Cnel. Dal Rapporto si evince che le domande di conciliazione, in aumento
rispetto al 2012, hanno interessato soprattutto i settori delle
telecomunicazioni (71%), energia e gas (16%), servizi postali (4,8%), trasporti
e mobilità (5%),
servizi bancari e finanziari (1,3%), servizi idrici (1,7%).
Sulla base di tale tendenza, Konsumer
Italia auspica un incremento dei soggetti e dei settori che abbraccino la
Conciliazione Paritetica, invitando al contempo le imprese a firmare nuovi
protocolli d’intesa. Non lasciamoci scappare l’opportunità di utilizzare
questo strumento, che garantisce al cittadino di raggiungere in maniera rapida ed economica soddisfazione nei confronti
dell’azienda (si fa sempre in tempo a ricorrere in tribunale),
e al sistema giudiziario un’efficace
alternativa per snellire le pratiche che ingolfano la giustizia, rendendo poco competitivo il Paese.
Diffondere la cultura della mediazione significa coinvolgere i cittadini a
partecipare. Anche l’Europa ce lo chiede: entro il 9 luglio 2015, gli
Stati membri dovranno recepire la Direttiva 11/2013, e nei successivi sei mesi
diventerà
operativo il Regolamento n. 524/2013, relativi, rispettivamente, alla
risoluzione alternativa delle controversie dei consumatori (ADR) e alla
risoluzione delle controversie online (ODR).
martedì 10 giugno 2014
Istituto "Novaro-Cavour" ( Napoli ), le associazioni chiedono l'immediata rimozione della pavimentazione
Oggi ho partecipato, in rappresentanza di Konsumer Italia, all'audizione presso la "III commissione consiliare speciale per il controllo delle bonifiche e i siti di smaltimento rifiuti ed ecomafie, riutilizzo dei beni confiscati" della regione Campania, per discutere sul caso Amianto dell'Istituto scolastico "Novaro-Cavour" di Napoli. Ringrazio il Presidente Antonio Amato dell'invito alle associazioni dei consumatori che su questa vicenda hanno sempre chiesto tempi certi sulla sostituzione della pavimentazione in vinil amianto. Erano presenti i rappresentanti dell'Asl, della III Municipalità Stella-San Carlo all'Arena, dell'Arpac oltre al Dirigente Scolastico dell'Istituto Novaro-Cavour ed il Presidente del consiglio d'Istituto. A parlare per le associazioni, l'Avv. Carlo Spirito di Federconsumatori, ha ribadito che i lavori vanno fatti con urgenza, poiché siamo in presenza di un tipo di materiale potenzialmente dannoso. L'Asl ha invitato il Comune a risolvere la questione in tempi certi, altrimenti provvederà a segnalare il tutto alla Procura della Repubblica, poiché in queste circostanze le Leggi in materia parlano chiaro: in presenza di tale materiale occorre predisporre piani ed azioni per la salvaguardia di chi vive negli ambienti esposti al rischio amianto. L'Assessore Palmieri, attraverso il suo delegato, Ing. Esposito, ha dato la notizia che a giorni il progetto di sostituzione della pavimentazione sarà finanziato. Noi vigileremo su ciò che farà il Comune di Napoli, e terremo informati i consumatori sui tempi. Noi associazioni non abbiamo mai fatto allarmismo, anzi, se si guardano i documenti ufficiali, di presenza di Amianto, ne hanno parlato nel 2000 l'Università Federico II di Napoli, nel Settembre 2013 la Municipalità ed il Comune di Napoli ( delibera 692 ) e nel 2014, di nuovo la Municipalità nel progetto tecnico. Non si perda più tempo, ed attendiamo che alle parole del Comune di Napoli, possano seguire i fatti: finanziamento del progetto di sostituzione della pavimentazione.
In ultimo voglio ringraziare i Consiglieri Regionali Angela Cortese e Corrado Gabriele che durante l'audizione hanno dato la massima disponibilità per la soluzione del problema ed aprendo ad un'iniziativa di monitoraggio di tutti gli istituti campani. Le associazioni come la nostra sono a disposizione.
Vincenzo Ferrante, Konsumer Italia.
In ultimo voglio ringraziare i Consiglieri Regionali Angela Cortese e Corrado Gabriele che durante l'audizione hanno dato la massima disponibilità per la soluzione del problema ed aprendo ad un'iniziativa di monitoraggio di tutti gli istituti campani. Le associazioni come la nostra sono a disposizione.
Vincenzo Ferrante, Konsumer Italia.
lunedì 2 giugno 2014
Luigi Viganotti, Presidente di ACB Broker, eletto Presidente di En.Bi. Ebic
En.Bi Ebic - Il primo Ente Bilaterale nazionale per il settore della distribuzione dei prodotti e servizi assicurativi. Un’alleanza fondata sul dialogo e la solidarietà, all’insegna di un accordo che vuole offrire un servizio di eccellenza nella gestione dei rapporti assicurativi tra consumatori ed intermediari di assicurazione dando vita ad una collaborazione che, da una parte contribuisca ad una maggiore tutela del consumatore, e dall’altra ad una maggior fiducia e trasparenza del mercato nel settore assicurativo.
La proposta dell’Ente prevede anche la realizzazione di interventi mirati creati per promuovere la chiarezza dell’informazione al consumatore, la qualità dei servizi e delle prestazioni, nella più totale correttezza, lealtà e trasparenza dei rapporti contrattuali, in aggiunta ad un supporto per la risoluzione alternativa delle controversie adottando la conciliazione paritetica nelle divergenze sui sinistri RC Auto quale primo atto concreto di supporto ai consumatori. Attraverso un percorso specifico di formazione congiunta, saranno attivati 500 help point Konsumer-En.Bi.Ebic sull'intero territorio nazionale, in questi i consumatori troveranno una prima assistenza sulle tematiche del consumo e la possibilità di aderire alla conciliazione paritetica direttamente attraverso l'intermediario, non sono previste spese a carico dei consumatori tranne il costo della pura iscrizione a Konsumer Italia.
Ma è anche scopo di En.Bi Ebic è la realizzazione di un sistema di relazioni per concretizzare iniziative comuni tra le Associazioni che hanno contribuito alla sua nascita. I referenti delle Associazioni partecipanti all’Ente, creeranno un sistema di attività sinergiche tra di loro, che possano elaborare le buone pratiche commerciali, in ordine all’attività di offerta, vendita ed esecuzione del contratto assicurativo, garantendo un canale di informazione, formazione e best practice.
Tutto ciò si svolgerà attraverso strumenti comuni, come ad esempio: la stessa istituzione di Help Point presso gli uffici degli intermediari e la realizzazione di un Osservatorio Nazionale di monitoraggio delle distonie del settore. L'istituzione di un tavolo di lavoro permanente consentirà inoltre la redazione di avvisi congiunti per proporre eventuali modifiche delle normative in vigore.
Attualmente le Associazioni che hanno aderito e partecipano a En.Bi Ebic sono: ACB, Konsumer Italia, Uliass, “I Consumatori” e Unapass (Unione Nazionale Agenti Professionisti di Assicurazione).
La proposta dell’Ente prevede anche la realizzazione di interventi mirati creati per promuovere la chiarezza dell’informazione al consumatore, la qualità dei servizi e delle prestazioni, nella più totale correttezza, lealtà e trasparenza dei rapporti contrattuali, in aggiunta ad un supporto per la risoluzione alternativa delle controversie adottando la conciliazione paritetica nelle divergenze sui sinistri RC Auto quale primo atto concreto di supporto ai consumatori. Attraverso un percorso specifico di formazione congiunta, saranno attivati 500 help point Konsumer-En.Bi.Ebic sull'intero territorio nazionale, in questi i consumatori troveranno una prima assistenza sulle tematiche del consumo e la possibilità di aderire alla conciliazione paritetica direttamente attraverso l'intermediario, non sono previste spese a carico dei consumatori tranne il costo della pura iscrizione a Konsumer Italia.
Ma è anche scopo di En.Bi Ebic è la realizzazione di un sistema di relazioni per concretizzare iniziative comuni tra le Associazioni che hanno contribuito alla sua nascita. I referenti delle Associazioni partecipanti all’Ente, creeranno un sistema di attività sinergiche tra di loro, che possano elaborare le buone pratiche commerciali, in ordine all’attività di offerta, vendita ed esecuzione del contratto assicurativo, garantendo un canale di informazione, formazione e best practice.
Tutto ciò si svolgerà attraverso strumenti comuni, come ad esempio: la stessa istituzione di Help Point presso gli uffici degli intermediari e la realizzazione di un Osservatorio Nazionale di monitoraggio delle distonie del settore. L'istituzione di un tavolo di lavoro permanente consentirà inoltre la redazione di avvisi congiunti per proporre eventuali modifiche delle normative in vigore.
Attualmente le Associazioni che hanno aderito e partecipano a En.Bi Ebic sono: ACB, Konsumer Italia, Uliass, “I Consumatori” e Unapass (Unione Nazionale Agenti Professionisti di Assicurazione).
sabato 31 maggio 2014
PostePay agli studenti, pratica scorretta a danno dei minori
Educazione finanziaria o pratica commerciale scorretta a danno di minorenni? Sul banco degli imputati finisce l’iniziativa “IoStudio Postepay”, la nuova Carta dello Studente realizzata dal MlUR – Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e distribuita agli studenti delle scuole superiori, arricchita con le funzionalità di pagamento della carta Postepay. In pratica agli studenti delle superiori viene distribuita gratuitamente dalle segreterie scolastiche una carta prepagata e ricaricabile, che verrà usata per accedere alle offerte per gli studenti ma anche per prelevare e fare acquisti. Per Konsumer Italia è una pratica commerciale scorretta a vantaggio di Poste Italiane e neanche educativa.
Le carte sono in consegna dal 28 aprile scorso: finora ne sono state consegnate 630 mila agli alunni del primo anno delle scuole superiori italiani, mentre da settembre l’iniziativa si estenderà. Come spiega il sito dedicato di PostePay, “IoStudio Postepay è l’unica Carta dello Studente nazionale che consente di accedere a tutte le offerte, i servizi e le agevolazioni per musei, cinema, telefonia, internet, tecnologia, libri, materiale scolastico, viaggi e molto altro ancora dedicate agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado”. Attenzione però, perché si tratta di moneta elettronica a tutti gli effetti: “loStudio Postepay, inoltre, è una carta prepagata e ricaricabile che consente di fare acquisti fino a 2.500 euro in tutti i negozi e in tutti i siti internet del circuito Visa/Visa Electron e di prelevare fino a 1.000 euro all’anno presso tutti gli ATM Postamat e Visa – spiega il sito – La Carta è gratuita e viene distribuita a tutti gli studenti direttamente dalle segreterie scolastiche. Una volta attivata, la Carta può essere utilizzata per i pagamenti e i prelievi presso gli esercizi commerciali e i siti convenzionati Visa e Visa Electron, può essere ricaricata in tutti gli uffici postali, gli ATM Postamat, sul sito postepay, presso le ricevitorie Sisal e da SIM PosteMobile abilitata”.
C’è di più: “In qualunque momento è possibile trasformare gratuitamente la carta IoStudio Postepay in una Postepay nominativa versione Standard e ampliarne le funzionalità, è sufficiente essere maggiorenni e recarsi in un qualsiasi ufficio postale con un documento d’identità e il codice fiscale”.
Queste le caratteristiche del “servizio”, che ha sollevato la protesta di diversi genitori e che si presta a evidenti criticità, quali quelle sottolineate dall’associazione Konsumer Italia. “La nuova iniziativa di Poste italiane, promossa di concerto con il MIUR (ministero dell’istruzione, università e ricerca), tesa a diffondere sistemi di pagamento elettronici tra i giovani rischia di essere il classico boomerang disinformativo e di attrazione di comportamenti scorretti”, afferma Fabrizio Premuti, Presidente Konsumer Italia, per il quale l’iniziativa “deve considerarsi una grave ipotesi di pratica commerciale scorretta a danno di famiglie e giovani consumatori italiani”.
Intanto, si potrebbe prospettare un’ipotesi di concorrenza sleale a carico di altri istituti di credito. C’è poi il fatto che la carta rappresenta un prodotto bancario vero e proprio, privato, destinato a ragazzi minorenni che non l’hanno richiesta. “Relativamente alla tutela dei singoli consumatori, ci troviamo di fronte ad una ipotesi di pratica commerciale scorretta avente ad oggetto uno strumento bancario non richiesto, i cui destinatari risultano essere ragazzi minorenni: e tale circostanza non può essere esclusa da un presunto accordo con il Miur, il quale dovrebbe peraltro spiegare ai cittadini italiani il motivo per il quale permette a Poste italiane di commercializzare un prodotto bancario privato (ricordiamo che l’attività di bancoposta è attività bancaria privata, soggetta alla disciplina del Tub nonché alle vigenti regole di trasparenza) mediante un vero e proprio rastrellamento di clientela minorenne – spiega Premuti – Le carte oggetto dell’iniziativa Poste Italiane infatti, devono considerarsi un prodotto, anzi un contratto bancario, la cui conclusione, che può essere fatta anche online, non può essere lasciata alla libera determinazione di un minore di età, e ciò per più ordini di motivi. Innanzi tutto ci chiediamo chi e come garantisca la corretta informazione per un corretto utilizzo di questo strumento: se fossimo dinanzi ad un vero e proprio progetto formativo e non dinanzi ad una mascherata operazione commerciale, Miur e Poste dovrebbero andare presso gli istituti scolastici per sensibilizzare e formare i minori ad un corretto utilizzo dello strumento, e non lasciare, anzi abbandonare, le carte presso le segreterie delle varie scuole già oberate da incombenze di ogni tipo”.
Dov’è l’obiettivo educativo e dove invece quello commerciale? Questo il nocciolo della questione. Anche perché, spiega Konsumer Italia, la ricarica di queste prepagate può essere fatta direttamente dai minori senza controllo da parte dei genitori: “Il Miur forse non ha riflettuto sulle potenziali conseguenze dannose nell’utilizzo di tali strumenti, quali ad esempio la possibilità per i minorenni di acquistare su internet prodotti o servizi a contenuto sessuale, medicinali provenienti dall’estero, accedere a servizi relativi a giochi d’azzardo? Internet non è solo acquisti sicuri, ma anche la violazione dei sistemi di sicurezza più evoluti”.
Konsumer Italia, sulla base anche delle segnalazioni di genitori di alunni che hanno ricevuto la PostePay, chiederà spiegazioni al Ministero, segnalerà l’iniziativa all’Autorità Antitrust e chiederà un incontro a Poste Italiane. Spiega Premuti: “La tutela dei minori, il corretto approccio all’uso responsabile del denaro, essere consumatori consapevoli, sono elementi ed azioni che si coniugano alla responsabilità sociale delle imprese, questo ci aspettiamo dalle imprese italiane”.
Le carte sono in consegna dal 28 aprile scorso: finora ne sono state consegnate 630 mila agli alunni del primo anno delle scuole superiori italiani, mentre da settembre l’iniziativa si estenderà. Come spiega il sito dedicato di PostePay, “IoStudio Postepay è l’unica Carta dello Studente nazionale che consente di accedere a tutte le offerte, i servizi e le agevolazioni per musei, cinema, telefonia, internet, tecnologia, libri, materiale scolastico, viaggi e molto altro ancora dedicate agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado”. Attenzione però, perché si tratta di moneta elettronica a tutti gli effetti: “loStudio Postepay, inoltre, è una carta prepagata e ricaricabile che consente di fare acquisti fino a 2.500 euro in tutti i negozi e in tutti i siti internet del circuito Visa/Visa Electron e di prelevare fino a 1.000 euro all’anno presso tutti gli ATM Postamat e Visa – spiega il sito – La Carta è gratuita e viene distribuita a tutti gli studenti direttamente dalle segreterie scolastiche. Una volta attivata, la Carta può essere utilizzata per i pagamenti e i prelievi presso gli esercizi commerciali e i siti convenzionati Visa e Visa Electron, può essere ricaricata in tutti gli uffici postali, gli ATM Postamat, sul sito postepay, presso le ricevitorie Sisal e da SIM PosteMobile abilitata”.
C’è di più: “In qualunque momento è possibile trasformare gratuitamente la carta IoStudio Postepay in una Postepay nominativa versione Standard e ampliarne le funzionalità, è sufficiente essere maggiorenni e recarsi in un qualsiasi ufficio postale con un documento d’identità e il codice fiscale”.
Queste le caratteristiche del “servizio”, che ha sollevato la protesta di diversi genitori e che si presta a evidenti criticità, quali quelle sottolineate dall’associazione Konsumer Italia. “La nuova iniziativa di Poste italiane, promossa di concerto con il MIUR (ministero dell’istruzione, università e ricerca), tesa a diffondere sistemi di pagamento elettronici tra i giovani rischia di essere il classico boomerang disinformativo e di attrazione di comportamenti scorretti”, afferma Fabrizio Premuti, Presidente Konsumer Italia, per il quale l’iniziativa “deve considerarsi una grave ipotesi di pratica commerciale scorretta a danno di famiglie e giovani consumatori italiani”.
Intanto, si potrebbe prospettare un’ipotesi di concorrenza sleale a carico di altri istituti di credito. C’è poi il fatto che la carta rappresenta un prodotto bancario vero e proprio, privato, destinato a ragazzi minorenni che non l’hanno richiesta. “Relativamente alla tutela dei singoli consumatori, ci troviamo di fronte ad una ipotesi di pratica commerciale scorretta avente ad oggetto uno strumento bancario non richiesto, i cui destinatari risultano essere ragazzi minorenni: e tale circostanza non può essere esclusa da un presunto accordo con il Miur, il quale dovrebbe peraltro spiegare ai cittadini italiani il motivo per il quale permette a Poste italiane di commercializzare un prodotto bancario privato (ricordiamo che l’attività di bancoposta è attività bancaria privata, soggetta alla disciplina del Tub nonché alle vigenti regole di trasparenza) mediante un vero e proprio rastrellamento di clientela minorenne – spiega Premuti – Le carte oggetto dell’iniziativa Poste Italiane infatti, devono considerarsi un prodotto, anzi un contratto bancario, la cui conclusione, che può essere fatta anche online, non può essere lasciata alla libera determinazione di un minore di età, e ciò per più ordini di motivi. Innanzi tutto ci chiediamo chi e come garantisca la corretta informazione per un corretto utilizzo di questo strumento: se fossimo dinanzi ad un vero e proprio progetto formativo e non dinanzi ad una mascherata operazione commerciale, Miur e Poste dovrebbero andare presso gli istituti scolastici per sensibilizzare e formare i minori ad un corretto utilizzo dello strumento, e non lasciare, anzi abbandonare, le carte presso le segreterie delle varie scuole già oberate da incombenze di ogni tipo”.
Dov’è l’obiettivo educativo e dove invece quello commerciale? Questo il nocciolo della questione. Anche perché, spiega Konsumer Italia, la ricarica di queste prepagate può essere fatta direttamente dai minori senza controllo da parte dei genitori: “Il Miur forse non ha riflettuto sulle potenziali conseguenze dannose nell’utilizzo di tali strumenti, quali ad esempio la possibilità per i minorenni di acquistare su internet prodotti o servizi a contenuto sessuale, medicinali provenienti dall’estero, accedere a servizi relativi a giochi d’azzardo? Internet non è solo acquisti sicuri, ma anche la violazione dei sistemi di sicurezza più evoluti”.
Konsumer Italia, sulla base anche delle segnalazioni di genitori di alunni che hanno ricevuto la PostePay, chiederà spiegazioni al Ministero, segnalerà l’iniziativa all’Autorità Antitrust e chiederà un incontro a Poste Italiane. Spiega Premuti: “La tutela dei minori, il corretto approccio all’uso responsabile del denaro, essere consumatori consapevoli, sono elementi ed azioni che si coniugano alla responsabilità sociale delle imprese, questo ci aspettiamo dalle imprese italiane”.
lunedì 26 maggio 2014
Fabrizio Premuti a Mi Manda Rai Tre del 23 Maggio 2014
Il Presidente nazionale di Konsumer Italia nella puntata del 23 Maggio 2014 di Mi Manda Rai Tre
lunedì 12 maggio 2014
Rc Auto, appello a Matteo Renzi
Pubblichiamo l'appello di Vincenzo Ferrante, Responsabile nazionale Tecnologie e Mobilità di Konsumer Italia, rivolto al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi.
Caro Matteo, ti scrivo perché nel tuo foglio Excel vorrei tanto che trovasse posto la riforma della Rc Auto. Le priorità sono tante, il paese ha bisogno di rialzare la testa, grazie a riforme ed interventi urgenti, ma la Rc Auto italiana ha bisogno di una seria riforma. Il tuo governo si appresta a mettere nelle buste paga degli italiani quasi mille euro annui, e, per la prima volta, lo Stato anziché togliere, mette nelle tasche degli italiani delle risorse economiche. Nel ringraziarti per questo provvedimento ( una tredicesima per chi guadagna sui mille euro al mese! ), vorrei segnalarti un modo per rimettere nelle tasche degli italiani ( tutti ) ulteriori risorse economiche: con un intervento strutturale sulla Rc Auro, il beneficio economico sarebbe evidente. Oggi un cittadino italiano paga la Rc Auto più alta d'Europa. Non è giusto. Occorre intervenire sulle distorsioni delle regole sui risarcimenti ( eliminare i sinistri tardivi, incentivare le riparazioni con standard di qualità senza interventi che ne gonfino i costi, intervenire sulla zona grigia che ci lucra ed incentivare l'uso di strumenti tecnologici per scoprire chi froda ) ed imporre maggiore trasparenza nella determinazione dei premi. Viviamo una Rc Auto in cui i cittadini sono appesi ad un C.A.P....pio! Sulla tariffa incide in maniera predominante l'elemento residenza, superato dalla reale mobilità dei cittadini e foriera di vere discriminazioni territoriali. Gli italiani pagano un premio elevato, ma ci sono italiani ( onesti ) che pagano il triplo, solo per il fatto di risiedere in zone considerate "calde". Esistono tantissimi altri elementi utili a determinare un premio, più precisi e più equi, non è più sopportabile l'attuale metodo che condanna dei cittadini sulla base di una presunzione di colpevolezza "residenziale". Caro Matteo, apprezzo tanto il tuo metodo di governo, basato sulla concretezza, e sono sicuro che l'argomento che vorrei tu affrontassi, potrà portare vantaggi economici alle famiglie ed a chi fa impresa: i costi di una Rc Auto iniqua sono enormi e bloccano risorse e frenano la competitività.
Un Saluto.
Vincenzo Ferrante
Un Saluto.
Vincenzo Ferrante
sabato 3 maggio 2014
European Automotive, autoriparazione e tutela consumatori.
Nell'autoriparazione si può risparmiare, anche molto se si torna a fornire i ricambi scomposti nei sottosistemi, solo sulla professionalità e nella sicurezza risparmiare è un danno. Il convegno sarà l'occasione per ridare valore e considerazione agli autoriparatori che investendo sulle proprie aziende e sulla professionalità rendono un servizio irrinunciabile alla sicurezza della circolazione, quindi di fatto al Consumatore. Valorizzare il rapporto che lega questi due soggetti può capirlo l'Europa. Nello stesso modo e per gli stessi fini il convegno sarà un atto d'accusa forte che vogliamo far arrivare nel parlamento europeo sull'atteggiamento delle case costruttrici, sui loro metodi di approvvigionamento dei ricambi che sempre meno sono forniti ad di sotto di un intero sistema, è necessario ritornare a fornire anche i semplici particolari, è necessario garantire preventivamente l'approvvigionamento dichiarando fino a quando si garantiscono i ricambi per ogni modello di autovettura. Ricominciamo dall'Europa!
Programma del convegno:
10.00 Introduzione Marco Recchi V.Presidente Konsumer Italia. A seguire Carlo Pileri - Coordinatore federazione "I Consumatori": criticità e prospettive di miglioramento per i consumatori.
Interverranno:
- Nicodemo Magliocca - Direzione commerciale VIASAT Group.
- Massimo Congiu -Presidente UNAPASS
- Paolo Landi - Presidente fondazione Consumo Sostenibile
- Raffaele Caracciolo - Esperto consumerista Automotive
- Bruno Beccari - Presidente ADIRA
- Nicola Luise- Presidente Rete OPAC
-12.00 L'intervento del legislatore europeo, stimolo e guida del progresso normativo nazionale - Roberta Angelilli - Parlamentare Europea.
-12.30 conclusioni Fabrizio Premuti Presidente Konsumer Italia.
E' obbligatoria la prenotazione in quanto per motivi organizzativi si deve dare la lista dei partecipanti prima dell'ingresso in sala
mandare la propria adesione a:
Segreteria organizzativa
Milena Giannelli: m.giannelli@konsumer.it
Emanuela Di Cioccio: info@konsumer.it
mercoledì 26 marzo 2014
giovedì 13 marzo 2014
Nasce Rete Opac, Ente Bilaterale tra Consumatori e mondo dell'Automotive
Sicurezza, servizio, qualità, trasparenza guardando al futuro
Il rispetto dei diritti del consumatore automobilista come punto di forza dell'autoriparatore.Sottoscritto a Bologna l'atto costitutivo di Rete Opac tra Fabrizio Premuti, Presidente di Konsumer Italia e Nicola Luise, AD di Gi Car Service. Il primo Ente bilaterale nell'Automotive che abbia come obbiettivo far emergere le eccellenze nell'autoriparazione prendendo ispirazione e forza dai diritti del consumatore. Dichiara Fabrizio Premuti, presidente di Konsumer Italia, "siamo andati oltre le normali tutele della Legge, garanzie per 4 anni, non per 2; 31 controlli sulla sicurezza del veicolo alla riconsegna; ozonizzazione dell'abitacolo; autoriparatori verificati e classificati attraverso audit eseguiti da aziende esterne specializzate e con procedure certificate; controlli reali sulla soddisfazione dei clienti fatti direttamente da Konsumer Italia attraverso una sezione dedicata a queste verifiche. Questi solo alcuni dei punti che ci portano a richiedere l'accredito UE come Best Practice nel mondo dell'Automotive". "La soddisfazione a tutto tondo del Cliente," dichiara Nicola Luise AD di Gi Car Service " il vero patrimonio di ogni autoriparatore, l'incentrare un percorso di qualità, sicurezza, trasparenza e servizio rispondente alle attese del consumatore è l'aspirazione di ogni categoria. La nostra Rete con i suoi 2518 autoriparatori che già dispongono del software necessario all’utilizzo del nostro portale, hanno deciso di condividere direttamente con i Consumatori questa esperienza ed accettato di sottoporsi ai controlli imposti. Questa sarà sicuramente l'eccellenza dell'autoriparazione in Italia ed un modello unico ed innovativo di rapporto cliente autoriparatore."
Rete Opac rappresenta autoriparatori che garantiscono una copertura omogenea del territorio, fatturando complessivamente circa € 2 miliardi, una media aziendale di circa 800.000 euro. Ogni impresa di autoriparazione prima di poter aspirare ad essere inserita in via definitiva in Rete Opac, deve superare un audit su uno standard che prevede 135 controlli documentati. Rete Opac ha un suo sistema di Certificazione di Qualità ISO 9001:2008 e come ente di riferimento il TUV Italia.Le procedure Rete OPAC prevedono che ogni preventivo di riparazione debba ottenere la nostra approvazione attraverso una struttura di Authority esterna che dialoga con ogni impresa e recepisce la documentazione attraverso il portale.
All’interno del sistema sono stati inserite procedure di controllo antifrode e tutta la documentazione è disponibile ad ogni verifica dei soggetti interessati e di Konsumer Italia.
Anche le divergenze tra consumatori ed autoriparatori Rete Opac saranno regolate da procedura di conciliazione paritetica accettata dalle parti e già dichiarata best practice dalla UE
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