lunedì 14 luglio 2014

ORIA posizione comune ACB/AIBA/ANAPA/SNA/UEA/UNAPASS

Le obiezioni di principio sulla norma primaria:
- il modello disegnato dalla norma primaria (art. 13 DL 95/20012 convertito nella l. 135/2012) prevede l'istituzione di un organismo di diritto privato con competenze pubblicistiche deputato alla vigilanza sugli intermediari assicurativi sotto il controllo di IVASS che svolgerà l'attività regolamentare.
Il modello ci pone molti dubbi e critiche sulla sua efficienza poiché è un modello che non ha eguali in Europa (le autorità sui comportamenti si occupano di scrivere le regole e vigilarle per tutti gli operatori di settore, vale a dire compagnie e intermediari). In Italia la strada degli organismi di microvigilanza è stata già seguita ma non esiste prova concreta sulla loro reale efficienza: per i promotori finanziari APF non ha per il momento poteri di vigilanza ma solo di tenuta dell'albo e per gli intermediari creditizi OAM dopo 4 anni non ha ancora avviato una concreta attività di vigilanza, con ciò lasciando il comparto privo di un vero presidio di controllo.
Peraltro, in considerazione della diversa natura, delle differenti caratteristiche professionali degli intermediari assicurativi, nonché della eterogeneità delle aree di mercato e dei modelli distributivi in cui essi si trovano ad operare, riteniamo che un organismo di autodisciplina che abbia anche competenze di vigilanza non rappresenti un modello efficace ed equilibrato, con ripercussioni negative sulla tutela di contraenti, assicurati, beneficiari e danneggiati. Sicché vi è seriamente da chiedersi se non sia preferibile riconsiderare il modello prefigurato optando per delegare al costituendo organismo le sole funzioni di tenuta del registro e mantenere le funzioni di vigilanza e sanzionatore in capo ad IVASS.
Inoltre la ripartizione tra autorità regolamentare e organismo di vigilanza rischia di accentuare le incertezze regolamentari per effetto di necessità interpretative, circostanza già sperimentata nel comparto della intermediazione creditizia.
- la bozza di decreto impostato dal MISE ci sembra abbia molte disposizioni in eccesso di delega (ad esempio quando ridisegna l'impianto sanzionatorio ovvero quando consente a banche SIM e Poste la distribuzione di prodotti assicurativi non standardizzati)
- la norma primaria peraltro non indica con chiarezza quali disposizioni del codice delle assicurazioni si debbano intendere abrogate: a mero titolo di esempio, permane una sostanziale ambiguità sulla abrogazione delle sanzioni pecuniarie indicate dall'art. 324 del codice delle assicurazioni. Né potrà farlo il regolamento in esame in quanto norma di rango secondario; pertanto si procederà per abrogazioni implicite con ciò creando inevitabilmente per un lungo periodo transitorio un insieme di incertezze interpretative.
Le questioni di maggiori criticità:
- mancanza di chiarezza sulla composizione dell'assemblea e dunque degli aderenti all'organismo: la norma prevede che ne abbiano titolo tutte le associazioni e federazioni a carattere nazionale senza
indicare quale rappresentanza sviluppano e come saranno ponderate. Tra le associazioni si annoverano anche quelle delle compagnie, che tuttavia non avrebbero titolo, considerato che i produttori diretti non fanno più parte del registro, e che, per la stessa funzione da loro svolta nel mercato, sono portatrici di interessi diversi rispetto a quelli delle categorie degli iscritti al registro degli intermediari.
- mancanza di chiarezza sui criteri di selezione e nomina del comitato promotore che si deve occupare di funzioni strategiche: dalla redazione dello statuto alla gestione dell'organismo nel primo
triennio. La norma in bozza prevede che la nomina sia di competenza di IVASS sentite le associazioni di categoria senza indicazione dei criteri di selezione (che vorremmo per evidenza pubblica similmente a quanto avviene per gli incarichi negli organismi di vigilanza europei) né dei titoli preferenziali ovvero delle esclusioni previste per le candidature.
- non si condivide peraltro la scelta di assegnare al comitato promotore le funzioni gestionali nel primo triennio, con ciò svuotando l'assemblea della neo costituita associazione di qualunque
potere di indirizzo nella fase più delicata della sua vita, costituita dal periodo di start up.
- la bozza prevede che i collaboratori degli intermediari professionali (gli attuali iscritti alla sezione E
oggi composta da 180.000 persone fisiche e 12.200 società) saranno solo persone fisiche i cui nominativi compariranno all'interno della posizione di iscrizione dell'intermediario professionale.
Dovranno essere liquidate 12.200 aziende? Quale sarà la regolamentazione per il mercato "affinity" (si tratta di aziende commerciali o di produzione che svolgono attività di intermediazione ancillare alla loro attività principale distribuendo polizze individuali per rischi correlati al bene o servizio primario ovvero sottoscrivendo polizze collettive in nome e per conto dei propri clienti. Oggi sono considerati intermediari, ricompresi nella polizza rc professionale dell'agente o broker di riferimento, sottoposti a verifica di onorabilità e di aggiornamento professionale annuale. Si tratta di concessionari d'auto, rivenditori di impianti di allarme, grande distribuzione ecc..) Quale dovrà essere la regolamentazione? nessuna indicazione al riguardo.
- L'introduzione di regole estremamente severe di incompatibilità limitano la libera iniziativa imprenditoriale degli operatori di settore, che potranno agire per una sola azienda, limitando lo sviluppo del business che potrebbe richiedere la costituzione di appositi veicoli aziendali. Non si comprende peraltro a ragione di tale limitazione, tenuto conto che la prassi sinora utilizzata dal mercato non ha dimostrato di costituire un'effettiva criticità in termini di situazioni di conflitto di interesse, diversamente sperimentati nel settore delle compagnie italiane, caratterizzate da altissima concentrazione, come d'altra parte richiamato dallo stesso Presidente IVASS, Salvatore Rossi, nella sua recente relazione annuale.
- Nonostante da più istituzioni sia invocata la tutela dei consumatori, il decreto introduce una norma di favore per banche, Poste e intermediari finanziari, che in dispregio di quanto indicato dall'art. 119 del codice delle assicurazioni saranno abilitati alla intermediazione di coperture assicurative non standardizzate mediante la nomina di un intermediario professionale presso ciascuna filiale. Riteniamo quindi che anche questa disposizione rientri tra quelle che eccedano palesemente la delega e che sia priva delle necessarie attenzioni alle conseguenze che ne potrebbero derivare alla clientela.
- Si esprime forte contrarietà alla scelta operativa individuata che prevede la rifondazione del registro degli intermediari, con onerose procedure di convalida delle attuali iscrizioni per oltre 40.000 soggetti, con aggravi di costi e di oneri amministrativi a carico degli operatori e dello stesso neo costituito
Organismo, che non potrà che replicare la situazione di forte criticità vissuta dal settore nel biennio 2007 - 2008 per analoga decisione assunta dall'ISVAP in occasione del passaggio dagli albi professionali al Registro Unico degli Intermediari assicurativi.
- Il decreto modifica l'impianto sanzionatorio: in disparte dall'incertezza sul destino delle sanzioni pecuniarie, si modifica la graduazione delle sanzioni disciplinari mediante sostituzione della censura con la ben più grave sospensione temporanea per 6/8 mesi.
In primo luogo la disposizione ci sembra in eccesso di delega rispetto alla norma primaria che non ha delegato una riforma dell'impianto sanzionatorio.
Ci sembra inoltre affievolito l'attuale assetto di tutela degli intermediari, tenuto conto che oggi la decisione sull'applicazione delle sanzioni disciplinari è demandata ad un collegio di garanzia, esterno al personale dell'autorità di vigilanza e presieduto da un magistrato di cassazione. Il processo sanzionatorio con l'entrata in vigore dell'organismo sarà gestito dal comito promotore e poi, a regime, dal comitato di gestione. E' evidente una perdita di terzietà dei soggetti deputati alla delibera delle sanzioni. Dal punto di vista degli effetti della sanzione della sospensione, riteniamo la previsione sproporzionata per un intermediario che perderà inevitabilmente i suoi clienti e/o i suoi mandati.
Ragione per la quale abbiamo proposto che la sanzione della censura permanga, aggravata eventualmente da una sanzione accessoria e di particolare rilevanza per gli intermediari rappresentata dall'obbligo di pubblicità della intervenuta sanzione. Tale pena accessoria ci sembra rafforzare la sanzione intermedia senza inibire la possibilità di prosecuzione dell'attività.

martedì 1 luglio 2014

Assemblea Ania, nella RC Auto gli utili salgono ma le tariffe scendono troppo poco.

«Troppo “timido” Aldo Minucci su sanità e previdenza»
Konsumer Italia è scettica dopo la Relazione del Presidente dell’Ania: nella RC Auto gli utili salgono ma le tariffe scendono troppo poco.


«Nonostante il forte aumento degli utili per le imprese del comparto assicurativo, il Presidente dell’Ania Aldo Minucci, nella sua relazione, è sembrato troppo “timido”, ha parlato del necessario impegno nel welfare con eccessiva prudenza, in particolare in relazione a settori chiave come sanità e previdenza». Queste le dichiarazioni del Presidente di Konsumer Italia, Fabrizio Premuti, al termine dell’Assemblea Annuale dell’Ania (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici). «Ha dato invece input importanti – continua Premuti – sull’RC Auto, come la pressante richiesta alla politica dell’approvazione delle tabelle di valutazione del danno biologico di grave entità. Sulla RC Auto gli utili sono saliti vertiginosamente tradendo il concetto di mutualità che deve applicarsi anche al binomio Impresa/cittadino, le tariffe sono scese sì, ma troppo poco e potremmo trovarci davanti ad un fenomeno di utili speculativi a danno dei Consumatori. Quindi un richiamo al Governo è arrivato complessivamente per il recupero delle norme contenute nell’art. 8 del decreto “Destinazione Italia”, stralciate dal precedente Governo Letta. Konsumer ritiene che molte di quelle misure, pur migliorabili, fossero innovative ed efficaci per ridurre significativamente il prezzo delle polizze. Siamo d’accordo anche su un intervento normativo per arginare l’esborso dello Stato in seguito ad eventi catastrofali».  Molto tecnico ed attento l’intervento del presidente IVASS, Salvatore Rossi, in linea all’ottima relazione dell’Istituto di qualche giorno fa. Fabrizio Premuti commenta con un filo di sarcasmo l’intervento del Ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi: «Era da qualche anno che non sentivamo intervenire un Ministro così preparato e puntuale sul settore, di questo gli diamo atto, ma dobbiamo pur essere consapevoli che non stiamo in campagna elettorale. Mi auguro che gli auspici del Ministro, almeno sulle tre questioni più importanti dibattute oggi, si tramutino in realtà.  Messa in sicurezza definitiva della RC Auto; approvazione di una legge sull’assicurazione dei danni catastrofali da parte dei privati basata su una vera mutualità ed integrativa dell’intervento pubblico, un nuovo sistema di welfare pubblico/privato nella sanità, affinché lo Stato garantisca una prestazione universale sulle patologie gravi, le cronicizzazioni e i bassi redditi,  al contempo un servizio sanitario privato che possa svilupparsi ad integrazione volontaria di quello sociale, a partire dalle prestazioni specialistiche per arrivare ai grandi interventi ed alle lungodegenze assistite».

domenica 29 giugno 2014

P.O.S. da domani obbligatorio per tutti i pagamenti oltre i 30 euro

Non c’è dubbio che tracciare tutte le transazioni economiche oltre i 30 euro sia uno strumento che, in chiave antievasione, potrebbe dare frutti importanti in tema di micro/media evasione. Commercianti, artigiani e professionisti teoricamente dovrebbero essersi già dotati della macchinetta che permette le transazioni elettroniche, ma a noi di Konsumer convince davvero molto poco per una serie di motivi e perplessità che sono di palmare evidenza.
. La prima, su tutte, chi non si è dotato di POS non ha nessuna sanzione prevista per questa sua carenza, infatti la legge detta la condizione ma non la punizione per chi non la rispetterà.
. La seconda, pensiamo a quante parcelle professionali superano abbondantemente i massimali di spesa delle carte di credito e di debito o dei bancomat, queste, mediamente hanno limiti di spesa che variano tra i 2.600 euro ed i 5.200 per le versioni gold. Il consumatore che deve pagare un avvocato, un notaio, un architello o il dentista in unica soluzione si deve presentare con quante carte???
. La terza, tutte le attività che percepiscono provvigioni a pagamento del loro lavoro, si condannano ad un prelievo forzoso e volontario che può pesare anche il 20% del loro onorario? Ci spieghiamo meglio, un agente di assicurazioni, un sub agente, un mediatore immobiliare, un mediatore finanziario lavorano a commissioni che possono essere limitate anche al 4/5% dell’intero importo incassato, mediamente l’8%. Le commissioni delle carte di credito, alcune più di altre, spesso hanno commissioni anche superiori al 2% dell’importo transato. Questi lavoratori, perchè di lavoratori parliamo, devono lasciare in commissioni il 20% delle loro spettanze?? O le pagheranno le mandanti? non crediamo!!
. La quarta, usando una prepagata non vincolata ad un determinato conto corrente ed intestata a nonno di 80 anni nullatenente (patente a punti docet) o ad un immigrato,  quante transazioni posso fare in entrata ed uscita facendo abbondanti pernacchie ai controlli fiscali?
E poi c’è appunto il problema costi, i POS non sono gratuiti, si noleggiano ed il costo viene pagato anticipatamente sul c/c del lavoratore autonomo con il canone stabilito dalla banca, chi paga questo costo? Abbiamo il sospetto che a pagare sarà il consumatore, così come per le commissioni di incasso che, l’abbiamo detto, possono arrivare anche ad oltre il 2% della somma transata. Ed appunto vediamo un attimo qual è il costo del Pos? In passato artigiani, commercianti e professionisti sono arrivati ad indicare fino 1.200 euro (CGIA di Mestre) tra costi fissi e commissioni. Gli ordini dei professionisti hanno fatto una ricerca sui fogli informativi del servizio Pos pubblicati dai singoli avvocati. Il risultato è questo: installazione da 0 a 200 euro, canone mensile tra 8 e 30 euro, commissioni tra 0,50 e 2%. Insomma un salasso che crediamo sarà molto poco usato e come per tante esperienze passate, provocherà inutili e dannosi aumenti anticipati e non giustificati su servizi e prodotti.
Ci chiediamo, fermo restando che i grandi evasori, per intenderci, quelli come le case da gioco, graziati di 98 miliardi dal Governo Letta, o, chi può movimentare grandi somme di denaro esterovestendo operazioni finanziarie, o, la criminalità che notoriamente non paga le tasse, gli abusivi sempre meno contenibili nell’industria del falso e così via…., non useranno il POS, e sono la maggior parte del sommerso italiano, perchè chi è in regola, o quasi, dovrebbe utilizzare una macchinetta che genera costi ed il cui mancato utilizzo non genera alcuna sanzione?
Non sarebbe molto più semplice introdurre la detraibilità fiscale complessiva di tutte le spese fatte dal cittadino consumatore, certo sugli utili finali salirebbero le aliquote, ma vuoi mettere a comprare il pane e pagarci le tasse una volta sola che soddisfazione per tutti.

venerdì 27 giugno 2014

Trasmissione con Antonio Caricato, Capo Dipartimento banche, credito, usura e finanza di Konsumer Italia

Giovedì 19/6, Antonio Caricato, Capo Dipartimento banche, credito, usura e finanza di Konsumer Italia ha partecipato alla trasmissione “I vostri soldi” della tv Class CNBC (canale 507 di Sky), dedicata alla finanza personale.  Nello spazio riservato al credito al consumo, si è approfondito il tema dell’indebitamento. Secondo un’analisi di Az Holding (presente l’Amministratore Delegato) “cresce la quota di donne e stranieri indebitati” e risulta particolarmente “grave la situazione dell’uomo del Sud".
 

lunedì 16 giugno 2014

Rinvio TASI e scadenze fiscali

Rinvio TASI: un diritto del cittadino

Lo avevamo anticipato, sarebbe stata una inutile corsa al rattoppo. Il cittadino consumatore non è un burattino al quale imporre con una tirata di filo una volontà impositiva che deriva da un disservizio, da un ritardo di Stato e Comuni. Il pagamento della TASI, la Tassa sui Servizi Indivisibili che virtualmente va a sostituire l’Imu sulla prima casa, è stato rinviato per i cittadini residenti in quei (molti) Comuni che non hanno assunto le deliberazioni TASI sull’aliquota, da applicare entro il 23 maggio. Il cittadino consumatore ha diritti ben precisi, tra cui quello di poter avere tempo adeguato per potersi apprestare al pagamento di una tassa, deve capirne i contenuti e le necessità, deve poter programmare il pagamento: nell’arco di 60 giorni, tra giugno e luglio, la Cgia di Mestre ha stimato che gli italiani andranno incontro a 29 scadenze fiscali, per un totale di 75 miliardi di euro di tasse da pagare. Il cittadino non è solo un consumatore da spremere,  il Codice del Contribuente parla chiaro e nessuno, neanche chi quel codice ha approvato, può permettersi di superarlo con un atto d’imperio. In tal senso, lo slittamento della data del pagamento al 16 ottobre è un segnale importante, il segnale che qualcosa cambia, o almeno sembra cambiare. 
Il Calendario TASI

Il nuovo calendario di scadenze per la TASI, confermato in via d’urgenza dal “decreto ponte” approvato dal Governo nel Consiglio dei Ministri del 6 giugno scorso, è entrato ufficialmente in vigore: per i Comuni che hanno già approvato la delibera sulle aliquote entro il 23 maggio 2014, il versamento della prima rata è dovuto entro il 16 giugno 2014, sulla base delle aliquote e detrazioni approvate dal Comune stesso; per i Comuni che non hanno deliberato entro il 23 maggio (ma sempre che approvino la delibera su aliquote e detrazioni entro il 10 settembre 2014), versamento della prima rata entro il 16 ottobre 2014; per i Comuni che non riescano a deliberare su aliquote e detrazioni entro il 10 settembre (in tal caso l’imposta sarà determinata applicando l’aliquota di base pari all’1 per mille e la TASI sarà dovuta dall’occupante nella misura del 10% dell’ammontare complessivo del tributo, determinato con riferimento alle condizioni del titolare del diritto reale), versamento in un’unica soluzione entro il 16 dicembre 2014.

Domande e curiosità? Scrivete ad Angelo Carcasole: a.carcasole@konsumer.it

mercoledì 11 giugno 2014

L’80% delle contese tra imprese e cittadini vengono conciliate


È possibile trovare un accordo con un’impresa, o un’azienda fornitrice di servizi, evitando le lungaggini e i costi di un’azione giudiziaria? Ebbene sì, il cliente danneggiato può rivolgersi a un’Associazione dei Consumatori, che lo rappresenterà attraverso un conciliatore, il quale tratterà con il suo omologo “aziendale”.

Si chiama Conciliazione Paritetica, uno strumento semplice, ma soprattutto efficace, di risoluzione alternativa delle controversie. Il sistema funziona, è rapido, economico ed è incoraggiato dall’Unione Europea che lo ha inserito tra le sue best practice.

Basti pensare che nel 2013, su 18.395 domande presentate dai cittadini, ben l’80% sono state  conciliate. Il trend positivo, confermato anche per il primo semestre del 2014, è stato ufficializzato nel corso della presentazione del Quinto Rapporto annuale sulle Conciliazioni Paritetiche, organizzato la scorsa settimana dal Consumers’ Forum, presso il Cnel. Dal Rapporto si evince che le domande di conciliazione, in aumento rispetto al 2012, hanno interessato soprattutto i settori delle telecomunicazioni (71%), energia e gas (16%), servizi postali (4,8%), trasporti e mobilità (5%), servizi bancari e finanziari (1,3%), servizi idrici (1,7%).

Sulla base di tale tendenza, Konsumer Italia auspica un incremento dei soggetti e dei settori che abbraccino la Conciliazione Paritetica, invitando al contempo le imprese a firmare nuovi protocolli d’intesa. Non lasciamoci scappare l’opportunità di utilizzare questo strumento, che garantisce al cittadino di raggiungere in maniera rapida ed economica soddisfazione nei confronti dell’azienda (si fa sempre in tempo a ricorrere in tribunale), e al sistema giudiziario un’efficace alternativa per snellire le pratiche che ingolfano la giustizia, rendendo poco competitivo il Paese.

Diffondere la cultura della mediazione significa coinvolgere i cittadini a partecipare. Anche l’Europa ce lo chiede: entro il 9 luglio 2015, gli Stati membri dovranno recepire la Direttiva 11/2013, e nei successivi sei mesi diventerà operativo il Regolamento n. 524/2013, relativi, rispettivamente, alla risoluzione alternativa delle controversie dei consumatori (ADR) e alla risoluzione delle controversie online (ODR).

martedì 10 giugno 2014

Istituto "Novaro-Cavour" ( Napoli ), le associazioni chiedono l'immediata rimozione della pavimentazione

Oggi ho partecipato, in rappresentanza di Konsumer Italia, all'audizione presso la "III commissione consiliare speciale per il controllo delle bonifiche e i siti di smaltimento rifiuti ed ecomafie, riutilizzo dei beni confiscati" della regione Campania, per discutere sul caso Amianto dell'Istituto scolastico "Novaro-Cavour" di Napoli. Ringrazio il Presidente Antonio Amato dell'invito alle associazioni dei consumatori che su questa vicenda hanno sempre chiesto tempi certi sulla sostituzione della pavimentazione in vinil amianto. Erano presenti i rappresentanti dell'Asl, della III Municipalità Stella-San Carlo all'Arena, dell'Arpac oltre al Dirigente Scolastico dell'Istituto Novaro-Cavour ed il Presidente del consiglio d'Istituto. A parlare per le associazioni, l'Avv. Carlo Spirito di Federconsumatori, ha ribadito che i lavori vanno fatti con urgenza, poiché siamo in presenza di un tipo di materiale potenzialmente dannoso. L'Asl ha invitato il Comune a risolvere la questione in tempi certi, altrimenti provvederà a segnalare il tutto alla Procura della Repubblica, poiché in queste circostanze le Leggi in materia parlano chiaro: in presenza di tale materiale occorre predisporre piani ed azioni per la salvaguardia di chi vive negli ambienti esposti al rischio amianto. L'Assessore Palmieri, attraverso il suo delegato, Ing. Esposito, ha dato la notizia che a giorni il progetto di sostituzione della pavimentazione sarà finanziato. Noi vigileremo su ciò che farà il Comune di Napoli, e terremo informati i consumatori sui tempi. Noi associazioni non abbiamo mai fatto allarmismo, anzi, se si guardano i documenti ufficiali, di presenza di Amianto, ne hanno parlato nel 2000 l'Università Federico II di Napoli, nel Settembre 2013 la Municipalità ed il Comune di Napoli ( delibera 692 ) e nel 2014, di nuovo la Municipalità nel progetto tecnico. Non si perda più tempo, ed attendiamo che alle parole del Comune di Napoli, possano seguire i fatti: finanziamento del progetto di sostituzione della pavimentazione.
In ultimo voglio ringraziare i Consiglieri Regionali Angela Cortese e Corrado Gabriele che durante l'audizione hanno dato la massima disponibilità per la soluzione del problema ed aprendo ad un'iniziativa di monitoraggio di tutti gli istituti campani. Le associazioni come la nostra sono a disposizione.
Vincenzo Ferrante, Konsumer Italia.

lunedì 2 giugno 2014

Luigi Viganotti, Presidente di ACB Broker, eletto Presidente di En.Bi. Ebic

En.Bi Ebic - Il primo Ente Bilaterale nazionale per il settore della distribuzione dei prodotti e servizi assicurativi. Un’alleanza fondata sul dialogo e la solidarietà, all’insegna di un accordo che vuole offrire un servizio di eccellenza nella gestione dei rapporti assicurativi tra consumatori ed intermediari di assicurazione dando vita ad una collaborazione che, da una parte contribuisca ad una maggiore tutela del consumatore, e dall’altra ad una maggior fiducia e trasparenza del mercato nel settore assicurativo.
La proposta dell’Ente prevede anche la realizzazione di interventi mirati creati per promuovere la chiarezza dell’informazione al consumatore, la qualità dei servizi e delle prestazioni, nella più totale correttezza, lealtà e trasparenza dei rapporti contrattuali, in aggiunta ad un supporto per la risoluzione alternativa delle controversie adottando la conciliazione paritetica nelle divergenze sui sinistri RC Auto quale primo atto concreto di supporto ai consumatori. Attraverso un percorso specifico di formazione congiunta, saranno attivati 500 help point Konsumer-En.Bi.Ebic sull'intero territorio nazionale, in questi i consumatori troveranno una prima assistenza sulle tematiche del consumo e la possibilità di aderire alla conciliazione paritetica direttamente attraverso l'intermediario, non sono previste spese a carico dei consumatori tranne il costo della pura iscrizione a Konsumer Italia.
Ma è anche scopo di En.Bi Ebic è la realizzazione di un sistema di relazioni per concretizzare iniziative comuni tra le Associazioni che hanno contribuito alla sua nascita. I referenti delle Associazioni partecipanti all’Ente, creeranno un sistema di attività sinergiche tra di loro, che possano elaborare le buone pratiche commerciali, in ordine all’attività di offerta, vendita ed esecuzione del contratto assicurativo, garantendo un canale di informazione, formazione e best practice.
Tutto ciò si svolgerà attraverso strumenti comuni, come ad esempio: la stessa istituzione di Help Point presso gli uffici degli intermediari e la realizzazione di un Osservatorio Nazionale di monitoraggio delle distonie del settore. 
L'istituzione di un tavolo di lavoro permanente consentirà inoltre la redazione di avvisi congiunti per proporre eventuali modifiche delle normative in vigore.
Attualmente le Associazioni che hanno aderito e partecipano a En.Bi Ebic sono: ACB, Konsumer Italia, Uliass, “I Consumatori” e Unapass (Unione Nazionale Agenti Professionisti di Assicurazione).