martedì 1 luglio 2014

Assemblea Ania, nella RC Auto gli utili salgono ma le tariffe scendono troppo poco.

«Troppo “timido” Aldo Minucci su sanità e previdenza»
Konsumer Italia è scettica dopo la Relazione del Presidente dell’Ania: nella RC Auto gli utili salgono ma le tariffe scendono troppo poco.


«Nonostante il forte aumento degli utili per le imprese del comparto assicurativo, il Presidente dell’Ania Aldo Minucci, nella sua relazione, è sembrato troppo “timido”, ha parlato del necessario impegno nel welfare con eccessiva prudenza, in particolare in relazione a settori chiave come sanità e previdenza». Queste le dichiarazioni del Presidente di Konsumer Italia, Fabrizio Premuti, al termine dell’Assemblea Annuale dell’Ania (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici). «Ha dato invece input importanti – continua Premuti – sull’RC Auto, come la pressante richiesta alla politica dell’approvazione delle tabelle di valutazione del danno biologico di grave entità. Sulla RC Auto gli utili sono saliti vertiginosamente tradendo il concetto di mutualità che deve applicarsi anche al binomio Impresa/cittadino, le tariffe sono scese sì, ma troppo poco e potremmo trovarci davanti ad un fenomeno di utili speculativi a danno dei Consumatori. Quindi un richiamo al Governo è arrivato complessivamente per il recupero delle norme contenute nell’art. 8 del decreto “Destinazione Italia”, stralciate dal precedente Governo Letta. Konsumer ritiene che molte di quelle misure, pur migliorabili, fossero innovative ed efficaci per ridurre significativamente il prezzo delle polizze. Siamo d’accordo anche su un intervento normativo per arginare l’esborso dello Stato in seguito ad eventi catastrofali».  Molto tecnico ed attento l’intervento del presidente IVASS, Salvatore Rossi, in linea all’ottima relazione dell’Istituto di qualche giorno fa. Fabrizio Premuti commenta con un filo di sarcasmo l’intervento del Ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi: «Era da qualche anno che non sentivamo intervenire un Ministro così preparato e puntuale sul settore, di questo gli diamo atto, ma dobbiamo pur essere consapevoli che non stiamo in campagna elettorale. Mi auguro che gli auspici del Ministro, almeno sulle tre questioni più importanti dibattute oggi, si tramutino in realtà.  Messa in sicurezza definitiva della RC Auto; approvazione di una legge sull’assicurazione dei danni catastrofali da parte dei privati basata su una vera mutualità ed integrativa dell’intervento pubblico, un nuovo sistema di welfare pubblico/privato nella sanità, affinché lo Stato garantisca una prestazione universale sulle patologie gravi, le cronicizzazioni e i bassi redditi,  al contempo un servizio sanitario privato che possa svilupparsi ad integrazione volontaria di quello sociale, a partire dalle prestazioni specialistiche per arrivare ai grandi interventi ed alle lungodegenze assistite».

domenica 29 giugno 2014

P.O.S. da domani obbligatorio per tutti i pagamenti oltre i 30 euro

Non c’è dubbio che tracciare tutte le transazioni economiche oltre i 30 euro sia uno strumento che, in chiave antievasione, potrebbe dare frutti importanti in tema di micro/media evasione. Commercianti, artigiani e professionisti teoricamente dovrebbero essersi già dotati della macchinetta che permette le transazioni elettroniche, ma a noi di Konsumer convince davvero molto poco per una serie di motivi e perplessità che sono di palmare evidenza.
. La prima, su tutte, chi non si è dotato di POS non ha nessuna sanzione prevista per questa sua carenza, infatti la legge detta la condizione ma non la punizione per chi non la rispetterà.
. La seconda, pensiamo a quante parcelle professionali superano abbondantemente i massimali di spesa delle carte di credito e di debito o dei bancomat, queste, mediamente hanno limiti di spesa che variano tra i 2.600 euro ed i 5.200 per le versioni gold. Il consumatore che deve pagare un avvocato, un notaio, un architello o il dentista in unica soluzione si deve presentare con quante carte???
. La terza, tutte le attività che percepiscono provvigioni a pagamento del loro lavoro, si condannano ad un prelievo forzoso e volontario che può pesare anche il 20% del loro onorario? Ci spieghiamo meglio, un agente di assicurazioni, un sub agente, un mediatore immobiliare, un mediatore finanziario lavorano a commissioni che possono essere limitate anche al 4/5% dell’intero importo incassato, mediamente l’8%. Le commissioni delle carte di credito, alcune più di altre, spesso hanno commissioni anche superiori al 2% dell’importo transato. Questi lavoratori, perchè di lavoratori parliamo, devono lasciare in commissioni il 20% delle loro spettanze?? O le pagheranno le mandanti? non crediamo!!
. La quarta, usando una prepagata non vincolata ad un determinato conto corrente ed intestata a nonno di 80 anni nullatenente (patente a punti docet) o ad un immigrato,  quante transazioni posso fare in entrata ed uscita facendo abbondanti pernacchie ai controlli fiscali?
E poi c’è appunto il problema costi, i POS non sono gratuiti, si noleggiano ed il costo viene pagato anticipatamente sul c/c del lavoratore autonomo con il canone stabilito dalla banca, chi paga questo costo? Abbiamo il sospetto che a pagare sarà il consumatore, così come per le commissioni di incasso che, l’abbiamo detto, possono arrivare anche ad oltre il 2% della somma transata. Ed appunto vediamo un attimo qual è il costo del Pos? In passato artigiani, commercianti e professionisti sono arrivati ad indicare fino 1.200 euro (CGIA di Mestre) tra costi fissi e commissioni. Gli ordini dei professionisti hanno fatto una ricerca sui fogli informativi del servizio Pos pubblicati dai singoli avvocati. Il risultato è questo: installazione da 0 a 200 euro, canone mensile tra 8 e 30 euro, commissioni tra 0,50 e 2%. Insomma un salasso che crediamo sarà molto poco usato e come per tante esperienze passate, provocherà inutili e dannosi aumenti anticipati e non giustificati su servizi e prodotti.
Ci chiediamo, fermo restando che i grandi evasori, per intenderci, quelli come le case da gioco, graziati di 98 miliardi dal Governo Letta, o, chi può movimentare grandi somme di denaro esterovestendo operazioni finanziarie, o, la criminalità che notoriamente non paga le tasse, gli abusivi sempre meno contenibili nell’industria del falso e così via…., non useranno il POS, e sono la maggior parte del sommerso italiano, perchè chi è in regola, o quasi, dovrebbe utilizzare una macchinetta che genera costi ed il cui mancato utilizzo non genera alcuna sanzione?
Non sarebbe molto più semplice introdurre la detraibilità fiscale complessiva di tutte le spese fatte dal cittadino consumatore, certo sugli utili finali salirebbero le aliquote, ma vuoi mettere a comprare il pane e pagarci le tasse una volta sola che soddisfazione per tutti.

venerdì 27 giugno 2014

Trasmissione con Antonio Caricato, Capo Dipartimento banche, credito, usura e finanza di Konsumer Italia

Giovedì 19/6, Antonio Caricato, Capo Dipartimento banche, credito, usura e finanza di Konsumer Italia ha partecipato alla trasmissione “I vostri soldi” della tv Class CNBC (canale 507 di Sky), dedicata alla finanza personale.  Nello spazio riservato al credito al consumo, si è approfondito il tema dell’indebitamento. Secondo un’analisi di Az Holding (presente l’Amministratore Delegato) “cresce la quota di donne e stranieri indebitati” e risulta particolarmente “grave la situazione dell’uomo del Sud".
 

lunedì 16 giugno 2014

Rinvio TASI e scadenze fiscali

Rinvio TASI: un diritto del cittadino

Lo avevamo anticipato, sarebbe stata una inutile corsa al rattoppo. Il cittadino consumatore non è un burattino al quale imporre con una tirata di filo una volontà impositiva che deriva da un disservizio, da un ritardo di Stato e Comuni. Il pagamento della TASI, la Tassa sui Servizi Indivisibili che virtualmente va a sostituire l’Imu sulla prima casa, è stato rinviato per i cittadini residenti in quei (molti) Comuni che non hanno assunto le deliberazioni TASI sull’aliquota, da applicare entro il 23 maggio. Il cittadino consumatore ha diritti ben precisi, tra cui quello di poter avere tempo adeguato per potersi apprestare al pagamento di una tassa, deve capirne i contenuti e le necessità, deve poter programmare il pagamento: nell’arco di 60 giorni, tra giugno e luglio, la Cgia di Mestre ha stimato che gli italiani andranno incontro a 29 scadenze fiscali, per un totale di 75 miliardi di euro di tasse da pagare. Il cittadino non è solo un consumatore da spremere,  il Codice del Contribuente parla chiaro e nessuno, neanche chi quel codice ha approvato, può permettersi di superarlo con un atto d’imperio. In tal senso, lo slittamento della data del pagamento al 16 ottobre è un segnale importante, il segnale che qualcosa cambia, o almeno sembra cambiare. 
Il Calendario TASI

Il nuovo calendario di scadenze per la TASI, confermato in via d’urgenza dal “decreto ponte” approvato dal Governo nel Consiglio dei Ministri del 6 giugno scorso, è entrato ufficialmente in vigore: per i Comuni che hanno già approvato la delibera sulle aliquote entro il 23 maggio 2014, il versamento della prima rata è dovuto entro il 16 giugno 2014, sulla base delle aliquote e detrazioni approvate dal Comune stesso; per i Comuni che non hanno deliberato entro il 23 maggio (ma sempre che approvino la delibera su aliquote e detrazioni entro il 10 settembre 2014), versamento della prima rata entro il 16 ottobre 2014; per i Comuni che non riescano a deliberare su aliquote e detrazioni entro il 10 settembre (in tal caso l’imposta sarà determinata applicando l’aliquota di base pari all’1 per mille e la TASI sarà dovuta dall’occupante nella misura del 10% dell’ammontare complessivo del tributo, determinato con riferimento alle condizioni del titolare del diritto reale), versamento in un’unica soluzione entro il 16 dicembre 2014.

Domande e curiosità? Scrivete ad Angelo Carcasole: a.carcasole@konsumer.it

mercoledì 11 giugno 2014

L’80% delle contese tra imprese e cittadini vengono conciliate


È possibile trovare un accordo con un’impresa, o un’azienda fornitrice di servizi, evitando le lungaggini e i costi di un’azione giudiziaria? Ebbene sì, il cliente danneggiato può rivolgersi a un’Associazione dei Consumatori, che lo rappresenterà attraverso un conciliatore, il quale tratterà con il suo omologo “aziendale”.

Si chiama Conciliazione Paritetica, uno strumento semplice, ma soprattutto efficace, di risoluzione alternativa delle controversie. Il sistema funziona, è rapido, economico ed è incoraggiato dall’Unione Europea che lo ha inserito tra le sue best practice.

Basti pensare che nel 2013, su 18.395 domande presentate dai cittadini, ben l’80% sono state  conciliate. Il trend positivo, confermato anche per il primo semestre del 2014, è stato ufficializzato nel corso della presentazione del Quinto Rapporto annuale sulle Conciliazioni Paritetiche, organizzato la scorsa settimana dal Consumers’ Forum, presso il Cnel. Dal Rapporto si evince che le domande di conciliazione, in aumento rispetto al 2012, hanno interessato soprattutto i settori delle telecomunicazioni (71%), energia e gas (16%), servizi postali (4,8%), trasporti e mobilità (5%), servizi bancari e finanziari (1,3%), servizi idrici (1,7%).

Sulla base di tale tendenza, Konsumer Italia auspica un incremento dei soggetti e dei settori che abbraccino la Conciliazione Paritetica, invitando al contempo le imprese a firmare nuovi protocolli d’intesa. Non lasciamoci scappare l’opportunità di utilizzare questo strumento, che garantisce al cittadino di raggiungere in maniera rapida ed economica soddisfazione nei confronti dell’azienda (si fa sempre in tempo a ricorrere in tribunale), e al sistema giudiziario un’efficace alternativa per snellire le pratiche che ingolfano la giustizia, rendendo poco competitivo il Paese.

Diffondere la cultura della mediazione significa coinvolgere i cittadini a partecipare. Anche l’Europa ce lo chiede: entro il 9 luglio 2015, gli Stati membri dovranno recepire la Direttiva 11/2013, e nei successivi sei mesi diventerà operativo il Regolamento n. 524/2013, relativi, rispettivamente, alla risoluzione alternativa delle controversie dei consumatori (ADR) e alla risoluzione delle controversie online (ODR).

martedì 10 giugno 2014

Istituto "Novaro-Cavour" ( Napoli ), le associazioni chiedono l'immediata rimozione della pavimentazione

Oggi ho partecipato, in rappresentanza di Konsumer Italia, all'audizione presso la "III commissione consiliare speciale per il controllo delle bonifiche e i siti di smaltimento rifiuti ed ecomafie, riutilizzo dei beni confiscati" della regione Campania, per discutere sul caso Amianto dell'Istituto scolastico "Novaro-Cavour" di Napoli. Ringrazio il Presidente Antonio Amato dell'invito alle associazioni dei consumatori che su questa vicenda hanno sempre chiesto tempi certi sulla sostituzione della pavimentazione in vinil amianto. Erano presenti i rappresentanti dell'Asl, della III Municipalità Stella-San Carlo all'Arena, dell'Arpac oltre al Dirigente Scolastico dell'Istituto Novaro-Cavour ed il Presidente del consiglio d'Istituto. A parlare per le associazioni, l'Avv. Carlo Spirito di Federconsumatori, ha ribadito che i lavori vanno fatti con urgenza, poiché siamo in presenza di un tipo di materiale potenzialmente dannoso. L'Asl ha invitato il Comune a risolvere la questione in tempi certi, altrimenti provvederà a segnalare il tutto alla Procura della Repubblica, poiché in queste circostanze le Leggi in materia parlano chiaro: in presenza di tale materiale occorre predisporre piani ed azioni per la salvaguardia di chi vive negli ambienti esposti al rischio amianto. L'Assessore Palmieri, attraverso il suo delegato, Ing. Esposito, ha dato la notizia che a giorni il progetto di sostituzione della pavimentazione sarà finanziato. Noi vigileremo su ciò che farà il Comune di Napoli, e terremo informati i consumatori sui tempi. Noi associazioni non abbiamo mai fatto allarmismo, anzi, se si guardano i documenti ufficiali, di presenza di Amianto, ne hanno parlato nel 2000 l'Università Federico II di Napoli, nel Settembre 2013 la Municipalità ed il Comune di Napoli ( delibera 692 ) e nel 2014, di nuovo la Municipalità nel progetto tecnico. Non si perda più tempo, ed attendiamo che alle parole del Comune di Napoli, possano seguire i fatti: finanziamento del progetto di sostituzione della pavimentazione.
In ultimo voglio ringraziare i Consiglieri Regionali Angela Cortese e Corrado Gabriele che durante l'audizione hanno dato la massima disponibilità per la soluzione del problema ed aprendo ad un'iniziativa di monitoraggio di tutti gli istituti campani. Le associazioni come la nostra sono a disposizione.
Vincenzo Ferrante, Konsumer Italia.

lunedì 2 giugno 2014

Luigi Viganotti, Presidente di ACB Broker, eletto Presidente di En.Bi. Ebic

En.Bi Ebic - Il primo Ente Bilaterale nazionale per il settore della distribuzione dei prodotti e servizi assicurativi. Un’alleanza fondata sul dialogo e la solidarietà, all’insegna di un accordo che vuole offrire un servizio di eccellenza nella gestione dei rapporti assicurativi tra consumatori ed intermediari di assicurazione dando vita ad una collaborazione che, da una parte contribuisca ad una maggiore tutela del consumatore, e dall’altra ad una maggior fiducia e trasparenza del mercato nel settore assicurativo.
La proposta dell’Ente prevede anche la realizzazione di interventi mirati creati per promuovere la chiarezza dell’informazione al consumatore, la qualità dei servizi e delle prestazioni, nella più totale correttezza, lealtà e trasparenza dei rapporti contrattuali, in aggiunta ad un supporto per la risoluzione alternativa delle controversie adottando la conciliazione paritetica nelle divergenze sui sinistri RC Auto quale primo atto concreto di supporto ai consumatori. Attraverso un percorso specifico di formazione congiunta, saranno attivati 500 help point Konsumer-En.Bi.Ebic sull'intero territorio nazionale, in questi i consumatori troveranno una prima assistenza sulle tematiche del consumo e la possibilità di aderire alla conciliazione paritetica direttamente attraverso l'intermediario, non sono previste spese a carico dei consumatori tranne il costo della pura iscrizione a Konsumer Italia.
Ma è anche scopo di En.Bi Ebic è la realizzazione di un sistema di relazioni per concretizzare iniziative comuni tra le Associazioni che hanno contribuito alla sua nascita. I referenti delle Associazioni partecipanti all’Ente, creeranno un sistema di attività sinergiche tra di loro, che possano elaborare le buone pratiche commerciali, in ordine all’attività di offerta, vendita ed esecuzione del contratto assicurativo, garantendo un canale di informazione, formazione e best practice.
Tutto ciò si svolgerà attraverso strumenti comuni, come ad esempio: la stessa istituzione di Help Point presso gli uffici degli intermediari e la realizzazione di un Osservatorio Nazionale di monitoraggio delle distonie del settore. 
L'istituzione di un tavolo di lavoro permanente consentirà inoltre la redazione di avvisi congiunti per proporre eventuali modifiche delle normative in vigore.
Attualmente le Associazioni che hanno aderito e partecipano a En.Bi Ebic sono: ACB, Konsumer Italia, Uliass, “I Consumatori” e Unapass (Unione Nazionale Agenti Professionisti di Assicurazione).

sabato 31 maggio 2014

PostePay agli studenti, pratica scorretta a danno dei minori

Educazione finanziaria o pratica commerciale scorretta a danno di minorenni? Sul banco degli imputati finisce l’iniziativa “IoStudio Postepay”, la nuova Carta dello Studente realizzata dal MlUR – Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e distribuita agli studenti delle scuole superiori, arricchita con le funzionalità di pagamento della carta Postepay. In pratica agli studenti delle superiori viene distribuita gratuitamente dalle segreterie scolastiche una carta prepagata e ricaricabile, che verrà usata per accedere alle offerte per gli studenti ma anche per prelevare e fare acquisti. Per Konsumer Italia è una pratica commerciale scorretta a vantaggio di Poste Italiane e neanche educativa.
Le carte sono in consegna dal 28 aprile scorso: finora ne sono state consegnate 630 mila agli alunni del primo anno delle scuole superiori italiani, mentre da settembre l’iniziativa si estenderà. Come spiega il sito dedicato di PostePay, “IoStudio Postepay è l’unica Carta dello Studente nazionale che consente di accedere a tutte le offerte, i servizi e le agevolazioni per musei, cinema, telefonia, internet, tecnologia, libri, materiale scolastico, viaggi e molto altro ancora dedicate agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado”. Attenzione però, perché si tratta di moneta elettronica a tutti gli effetti: “loStudio Postepay, inoltre, è una carta prepagata e ricaricabile che consente di fare acquisti fino a 2.500 euro in tutti i negozi e in tutti i siti internet del circuito Visa/Visa Electron e di prelevare fino a 1.000 euro all’anno presso tutti gli ATM Postamat e Visa – spiega il sito – La Carta è gratuita e viene distribuita a tutti gli studenti direttamente dalle segreterie scolastiche. Una volta attivata, la Carta può essere utilizzata per i pagamenti e i prelievi presso gli esercizi commerciali e i siti convenzionati Visa e Visa Electron, può essere ricaricata in tutti gli uffici postali, gli ATM Postamat, sul sito postepay, presso le ricevitorie Sisal e da SIM PosteMobile abilitata”.
C’è di più: “In qualunque momento è possibile trasformare gratuitamente la carta IoStudio Postepay in una Postepay nominativa versione Standard e ampliarne le funzionalità, è sufficiente essere maggiorenni e recarsi in un qualsiasi ufficio postale con un documento d’identità e il codice fiscale”.
Queste le caratteristiche del “servizio”, che ha sollevato la protesta di diversi genitori e che si presta a evidenti criticità, quali quelle sottolineate dall’associazione Konsumer Italia. “La nuova iniziativa di Poste italiane, promossa di concerto con il MIUR (ministero dell’istruzione, università e ricerca), tesa a diffondere sistemi di pagamento elettronici tra i giovani rischia di essere il classico boomerang disinformativo e di attrazione di comportamenti scorretti”, afferma Fabrizio Premuti, Presidente Konsumer Italia, per il quale l’iniziativa “deve considerarsi una grave ipotesi di pratica commerciale scorretta a danno di famiglie e giovani consumatori italiani”.
Intanto, si potrebbe prospettare un’ipotesi di concorrenza sleale a carico di altri istituti di credito. C’è poi il fatto che la carta rappresenta un prodotto bancario vero e proprio, privato, destinato a ragazzi minorenni che non l’hanno richiesta. “Relativamente alla tutela dei singoli consumatori, ci troviamo di fronte ad una ipotesi di pratica commerciale scorretta avente ad oggetto uno strumento bancario non richiesto, i cui destinatari risultano essere ragazzi minorenni: e tale circostanza non può essere esclusa da un presunto accordo con il Miur, il quale dovrebbe peraltro spiegare ai cittadini italiani il motivo per il quale permette a Poste italiane di commercializzare un prodotto bancario privato (ricordiamo che l’attività di bancoposta è attività bancaria privata, soggetta alla disciplina del Tub nonché alle vigenti regole di trasparenza) mediante un vero e proprio rastrellamento di clientela minorenne – spiega Premuti – Le carte oggetto dell’iniziativa Poste Italiane infatti, devono considerarsi un prodotto, anzi un contratto bancario, la cui conclusione, che può essere fatta anche online, non può essere lasciata alla libera determinazione di un minore di età, e ciò per più ordini di motivi. Innanzi tutto ci chiediamo chi e come garantisca la corretta informazione per un corretto utilizzo di questo strumento: se fossimo dinanzi ad un vero e proprio progetto formativo e non dinanzi ad una mascherata operazione commerciale, Miur e Poste dovrebbero andare presso gli istituti scolastici per sensibilizzare e formare i minori ad un corretto utilizzo dello strumento, e non lasciare, anzi abbandonare, le carte presso le segreterie delle varie scuole già oberate da incombenze di ogni tipo”.
Dov’è l’obiettivo educativo e dove invece quello commerciale? Questo il nocciolo della questione. Anche perché, spiega Konsumer Italia, la ricarica di queste prepagate può essere fatta direttamente dai minori senza controllo da parte dei genitori: “Il Miur forse non ha riflettuto sulle potenziali conseguenze dannose nell’utilizzo di tali strumenti, quali ad esempio la possibilità per i minorenni di acquistare su internet prodotti o servizi a contenuto sessuale, medicinali provenienti dall’estero, accedere a servizi relativi a giochi d’azzardo? Internet non è solo acquisti sicuri, ma anche la violazione dei sistemi di sicurezza più evoluti”.
Konsumer Italia, sulla base anche delle segnalazioni di genitori di alunni che hanno ricevuto la PostePay, chiederà spiegazioni al Ministero, segnalerà l’iniziativa all’Autorità Antitrust e chiederà un incontro a Poste Italiane. Spiega Premuti: “La tutela dei minori, il corretto approccio all’uso responsabile del denaro, essere consumatori consapevoli, sono elementi ed azioni che si coniugano alla responsabilità sociale delle imprese, questo ci aspettiamo dalle imprese italiane”.